Autotrasportatori: «Servono più controlli sulle strade»
Sospeso il fermo dei servizi previsto da lunedì a venerdì. La protesta con il Governo prosegue ora per vie politiche
«Alla fine abbiamo deciso di usare la ragione e non l’istinto: a malincuore abbiamo sospeso il fermo dei servizi» Ad annunciare la decisione presa questa mattina, sabato 10 febbraio da C.u.n.a (Coordinamento Unitario Autotrasporto), Franco Cisari, referente provinciale per la categoria.Gli autotrasportatori infatti avevano deciso lo stop dei servizi dalla mezzanotte di lunedì 12 febbario fino alle 24 di venerdì 16 febbraio. «Alla base della protesta – spiega Cisari – c’era la mancata attuazione da parte del Governo degli impegni assunti con l’intesa sottoscritta il 20 ottobre scorso. Quello che chiediamo è di essere messi nelle condizioni di lavorare: se ci sono delle regole, il Governo deve impegnarsi affinchè tutti le rispettino». Cisari spiega che per assicurare una giusta concorrenza è necessario che vengano fatti più controlli. «Si deve partite da una base di parità: ci sono invece autostrasportatori abusivi, non in regola con il personale o con il trasporto di merci pericolose. Anche per quanto riguarda le strisce retoriflettenti, queste creano maggior sicurezza solo se le hanno tutti. Il Governo quindi deve stabilire e controllare che tutti i camion che circolano in Italia, anche quelli proveniente dall’estero, ne siano muniti». Sono questi alcuni dei temi usciti durante l’assemblea che si è svolta nel pomeriggio di a MalpensaFiere a cui ha preso parte anche Francesco del Boca, presidente di Confartigianato Trasporti e del C.u.n.a. .«Ci sono anche altri problemi che forse la gente non immagina – continua Cisari -. Quando è necessaria una sosta, non tutte le aree di servizio sono attrezzate per accogliere camion, che certamente non hanno le dimensioni di una macchina. Il problema è anche più grave quando è necessario fermarsi per un certo tempo per rispettare le regole che mettono un limite alle ore consecutive di guida: non ci sono servizi adeguati per queste necessità, nonostante l’autostrada non costi certo poco. Ecco, quello che noi chiediamo al Governo è che ci permetta di lavorare in pace e nella legalità». Sospeso quindi il fermo dei servizi, ora la protesta continua per vie politiche.
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