Benzinai svizzeri, «Braccia aperte e niente sconti»
Si sfregano le mani i colleghi d'oltre confine in previsione dello sciopero in Italia. Molti andranno in Svizzera anche da lontano
Niente sconti alle pompe di benzina elvetiche. Queste le reazioni dei benzinai ticinesi di fronte alla decisione di scioperare dalla sera del 6 alla mattina del 9 febbraio da parte degli operatori del settore in Italia. Varese non sarà da meno e le serrande saranno abbassate da Lavena Ponte Tresa a Busto Arsizio. Quarantott’ore di sciopero saranno sufficienti a far affluire verso i benzinai di confine sui numerosi valichi da Zenna a Saltrio già normalmente presi d’assalto dagli abitanti varesini della fascia di confine che ne approfittano del confronto prezzi e delle vicinanza, un numero ancora maggiore di automobilisti presi alla sprovvista dala chiusura delle pompe italiane. «Ci aspettiamo un aumento dei clienti italiani ma non siamo preoccupati – dice un operatore della zona di Mendrisio – inoltre se qualcuno si aspetta sconti o cose di questo tipo diciamo che non è in previsione».
Niente sconti ma braccia aperte, quello sì. «Assolutamente – risponde un benzinaio di Ponte Tresa svizzera – sicuramente avremo un occhio di riguardo per la situazione che si creerà ma non credo che dovremo fare grossi sforzi. Siamo già molto concorrenziali, e poi noi non possiamo abbassare i prezzi se non lo fanno le compagnie che ce la forniscono». Anche sul discorso orari non si prevedono eccezioni:«Siamo aperti 14 ore al giorno – spiega ancora un benzinaio di Caslano – oltre è impossibile».
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