Busto Civitas, due cuori, due capanne
Amara separazione: Cislaghi esce dal gruppo consiliare, Marelli accusa gli espulsi
Ieri sera in consiglio comunale si è consumato il gesto formale dell’abbandono da parte di Mario Cislaghi del gruppo consiliare di Busto Civitas per passare al gruppo misti che denominerà, quiale unico componente e capogruppo, L’Altra Città. È l’epilogo (per il momento) della crisi che ha scosso il movimento fondato circa un anno fa per sostenere Luigi Rosa nella campagna elettorale 2006 e portare avanti le istanze dei quartieri che l’ex sindaco aveva supportato durante il suo mandato. Cislaghi non ha rilasciato particolari dichiarazioni in consiglio, preferendo mantenere bassi i toni: ha dichiarato che proseguirà il suo impegno con la medesima convinzione. Quando Carlo Fontana, rimasto nel gruppo, gli ha fatto i suoi auguri di buon lavoro, punzecchiandolo nell’osservare che il lavoro sui quartieri continuerà come prima, da qualche "dissidente" fra il pubblico si è levato un mormorio scettico.
Cislaghi ha però lasciato alla stampa una sorta di "lettera d’addio", in cui contesta con amarezza ai rivali rimasti nel gruppo consiliare di aver fatto il grosso del lavoro in commissione e in consiglio, mentre per altri il consiglio sarebbe ormai solo una tribuna da cui sfogare rancori personali. Cislaghi scrive di sorridere dell’«atteggiamento molto infantile» di Presidente e presidente onorario (Marelli e Rosa, rispettivamente), che a suo dire avrebbero notificato l’assenza dei "dissidenti" a direttivi mai convocati, fatto finta di non sentire il campanello all’ultima assembela dei soci, nonchè approvato il bilancio in assenza del tesoriere, fra i "silurati" eccellenti.
A queste posizioni ribatte oggi il presidente di Busto Civitas Alessandro Marelli, ribaltando le accuse. «È stato Cislaghi a muovere accuse circa una presunta volontà di aderire al Polo Civico di centro. Solo lui e gli ex leghisti hanno assunto queste posizioni, uscendo sui giornali, e nell’espellerli io non ho fatto altro che agire a termini di statuto. Questi ex soci hanno danneggiato significativamente l’immagine dell’associazione Busto Civitas, si sono posti contro di essa. Quanto alla volontà di mantenere il nome, non spetta a me commentare, ma ricordo che le cose le fanno gli uomini, non i simboli: Luigi Rosa l’ha dimostrato. E se Busto Civitas da un certo punto in avanti ha visto congelata la propria attività, che ora è pronta a ripartire, è perchè qualcuno ha voluto congelarla per poi portare in piazza quelle che dovevano restare questioni interne».
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