“Maretta” tra Busto e l’Università dell’Insubria
L'università conferma: niente più corso in scienze infermieristiche a Busto. Oggi il sindaco Farioli non prenderà parte al CdA: «se necessario ci accorderemo con altre università»
I rapporti fra Busto e l’università dell’Insubria, fattisi tesi da qualche tempo, sono ad un punto decisivo. Ieri sera in consiglio comunale se ne è parlato in modo breve e informale, all’infuori di votazioni o delibere, ma con toni forti, fose più del voluto. A causare quella che in prospettiva appare una rottura difficile da sanare, ma che trattative in corso potrebbero far rientrare, è la questione del corso di laurea in Scienze infermieristiche, che l’UnInsubria aveva attivato a Busto negli anni scorsi ma da qualche tempo ha deciso di sospendere a partire dal 2007-2008, limitandosi a consentire la conclusione del corso da parte di chi l’aveva intrapreso. La recente decisione dell’unviersità di confermare questa scelta è stata denunciata con sdegno da Paolo Genoni, capogruppo di Forza Italia, di professione medico di famiglia. «È inaccettabile che si privi Busto di questo corso che forma figure professionali importanti, e che la si metta così in secondo piano di fronte a Como e Varese: di fronte a questa scelta mi rivolgo al sindaco» ha tuonato Genoni.
Gigi Farioli, che siede nel consiglio d’amministrazione dell’UnInsubria di diritto quale sindaco di Busto, ha preannunciato azioni di protesta forti. «Ho sospeso la mia partecipazione al CdA, e domani alla prossima riunione di tale organo non ci sarò. Intendo inoltre impugnare la convenzione esistente fra Busto e l’università per ottenerne la revisione. Della questione torneremo a parlare nella competente commissione: e non escludo che già dalla prossima settimana si possa prendere contatto anche con altre università per convenzionarsi, in modo da mantenere qui il corso di laurea».
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