Sul dramma di istriani, giuliani e dalmati, tutti d’accordo

Passa la risoluzione di An per dare solennità alla Giornata del Ricordo: approvato anche l'emendamento di Rifondazione per ricordare tutte le vittime della guerra, jugoslavi inclusi, dal 1941 al 1947

Il dramma delle foibe mette d’accordo Rifondazione e Alleanza Nazionale: questa la novità principale emersa dalla seduta del consiglio comunale di ieri, giovedì 8 febbraio. La proposta di risoluzione firmata dai consiglieri di AN Francesco Lattuada e Giovanni Pellegatta chiedeva di solennizzare la ricorrenza del 10 febbraio, Giornata del Ricordo dedicata a vittime ed esuli della pulizia etnica attuata dagli jugoslavi vittoriosi al termine della Seconda Guerra Mondiale contro gli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia.

In particolare si chiedeva a sindaco e Giunta di esporre ogni anno il 10 febbraio le bandiere a mezz’asta, posizionare un cippo a ricordo dei tragici eventi che costarono la vita a a migliaia di italiani (e non solo) e l’esilio a trecentomila nostri connazionali, infine a celebrare la ricorrenza con pubbliche cerimonie. La risoluzione è stata approvata all’unanimità con alcuni emendamenti. Determinante quello presentato per Rifondazione da Antonello Corrado, che chiedeva di ricordare non solo le vittime di parte italiana, ma anche quelle di parte jugoslava uccise dal Regio esercito e dalle camicie nere fasciste durante l’occupazione di parte della Slovenia e della Croazia (Dalmazia) nel periodo 1941-1943. Uccisioni che avvennero sotto forma di rappresaglie indiscriminate contro i civili (fucilazioni, interi villaggi distrutti) a seguito dei feroci attacchi partigiani alle truppe italiane, o con la morte lenta e crudele di ostaggi e prigionieri periti a migliaia per fame e malattie nei campi di concentramento predisposti dalle autorità fasciste. A guerra finita, ed anzi già nei giorni immediatamente successivi l’8 settembre, l’esercito partigiano titoista, di tendenza comunista, iniziava il massacro sistematico della classe dirigente italofona dei territori contesi, con la scusa di punire il fascismo aggressore. La dolorosa vicenda si concludeva nel 1947 con l’esilio in massa della stragrande maggioranza degli italiani da terre dove avevano vissuto da sempre, fianco a fianco con gli slavi.

L’unico consigliere di An presente alla seduta, Lattuada (Pellegatta è in viaggio all’estero) ha concordato sulla necessità di accettare una visione della storia che accetti e ricordi le sofferenze di tanti innocenti, italiani e non. Un voto, quello del consiglio, che rende giustizia, finalmente, ai tanti concittadini che conobbero le durezze dell’esilio e che hanno trovato a Busto le basi su cui ricostruirsi una vita, senza mai dimenticare la patria perduta. Il sindaco Farioli ha citato i nomi del violinista Uto Ughi e della produttrice cinematografica Rita Rusic, entrambi di origine istriano-dalmata e nativi di Busto, che da qui sono partiti per carriere di successo nei rispettivi campi. Il primo cittadino ha auspicato che in futuro la stessa unanimità si possa trovare anche su altri temi collegati, ad esempio le intitolazioni di vie e simili soprattutto a Borsano, nel quartiere tuttora detto dei Giuliani e Dalmati, ed ha assicurato che già questo sabato vi saranno atti ufficiali di commemorazione nella frazione, in cui trovarono ospitalità molti esuli.

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Pubblicato il 09 Febbraio 2007
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