Campiotti: “Legalità e nonviolenza impegni quotidiani”
Il settantasettenne ex giudice e avvocato di Casciago parla di idee e progetti del Fondo Danilo Dolci
La legalità e la nonviolenza al centro del vivere quotidiano. Un fondo per promuovere progetti che vanno in questo senso. Un week-end per parlarne e discuterne con educatori, sacerdoti e docenti. Sono solo alcune delle iniziative promosse da Luigi Campiotti, settantasettenne ex avvocato, ex giudice, ex difensore civico ed ex sindaco: «In tutti questi anni sono giunto all’amara constatazione che la legalità è un miraggio – spiega Campiotti -, per questo ho deciso di gettare un filo di speranza, istituendo il Fondo Danilo Dolci che mira a promuovere progetti di legalità e nonviolenza in Provincia di Varese». Danilo Dolci, triestino di nascita ma meridionale d’adozione, è stato protagonista della lotta per la legalità e la promozione della nonviolenza in Sicilia a cavallo tra Anni ’60 e ’70: «L’idea di fare qualcosa ha radici lontanissime – continua Campiotti -, e si è concretizzata dopo un mio recente viaggio in Sicilia, dove ho potuto vedere con i miei occhi le cose che Libera, l’associazione di Don Ciotti, fa nel recupero delle terre confiscate alla mafia. Quella contro cosa nostra è una guerra quotidiana, che si declina nei comportamenti di tutti i giorni. È una guerra innanzitutto con noi stessi, con la mafia che è dentro di noi, che fa tacere episodi di violenza o illegalità o non reagire ai soprusi. Ognuno deve fare la lotta alla mafia dentro il proprio cuore. Io ho fatto la mia parte a partire dallo scorso settembre stanziando i miei risparmi per promuovere progetti di legalità e nonviolenza: 5 mila euro che verranno stanziati dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto ogni anno».
Per promuovere la legalità il Fondo Dolci, con Acli, Agesci di Varese e Condominio Solidale Riganti del Mondo Solidarietà e Famiglia di Casciago, ha promosso 4 week-end di incontro, il secondo dei quali si terrà venerdì 23 e sabato 24 marzo: sono invitati innanzitutto professori, sacerdoti e chiunque si occupa di educare i ragazzi: «I giovani sono allo sbando – spiega Campiotti -, strumentalizzati commercialmente come consumatori e addormentati dagli adulti. Con le iniziative che mi auguro saranno promosse grazie alla spinta del Fondo Dolci spero si dia un impulso alla promozione della legalità e della nonviolenza. Esempi ce ne sono, da Alex Zanotelli a Don Ciotti, per non parlare di chi ha pagato con la vita l’impegno, penso a Borsellino, Falcone, Caponnetto, fino ai meno conosciuti, ma importanti esempi come quello dello storico Alberto Santino. I giovani sono una speranza, iniziative come quelle di Libera sono da sostenere e promuovere: la collaborazione tra associazioni ed enti anche in provincia spero cominci a funzionare con sempre maggiore intensità».
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