Quel guard rail rovina la vista sul lago
La protesta di un lettore contro le nuove protezioni posizionate sul tratto tra Luino e Zenna sulla strada che costeggia il lago
Gentile Direttore,
negli ultimi anni la nostra Provincia ha cercato di offrire di sé , soprattutto a chi non vive qui dalle nostre parti, un’immagine nuova. Mi riferisco al motto e al logo “Provincia di Varese, land of tourism”.
Il tentativo di riscoprire e rilanciare la vocazione turistica del varesotto – e non solo il turismo congressuale – è sicuramente una di quelle operazioni che merita di essere sostenuta.
“Provincia di Varese, land of tourism” è un progetto (o un sogno) che ha avuto un impulso particolare i questi ultimi cinque anni. Non è un mistero per nessuno che i Mondiali di ciclismo 2008 rappresentano una tappa fondamentale proprio in vista del traguardo finale, quello di fare della nostra Provincia una terra dalla offerta turistica talmente ricca (alberghi, ristoranti, agriturismo e ospitalità varia) da renderla attraente anche per coloro che volessero trascorrervi un periodo delle loro vacanze. Del resto la materia prima non manca di certo : i paesaggi che, soprattutto il nord della nostra Provincia può vantare, sono di una bellezza mozzafiato.
Ma un progetto di rilancio turistico della nostra zona, per avere successo, credo necessiti di una squadra che lo supporti, non può contare solo sull’impegno di qualche Comune o di qualche Pro Loco particolarmente vivace. E chi, se non la Provincia di Varese, può efficacemente vestire i panni di capitano di questa squadra ideale, capace di vincere la sfida del rilancio turistico?
Ecco, vengo al motivo vero di questa mia : in questo periodo in cui sempre di più sono le brouchure che recano il logo “Land of tourism” mi ha fatto molto male notare che lungo un tratto stupendo di strada che costeggia il lago Maggiore, da Luino su fino a Pino, è stato montato un nuovo tipo di guard-rail in acciaio a protezione di automobilisti, motociclisti e ciclisti. Peccato, però, che questo nuovo guard-rail, oltre ad essere davvero brutto, sia talmente alto da rovinare completamente il panorama del lago Maggiore visto dalla strada statale che lo costeggia, la ss394.
Percorrere quella strada era un vero piacere, per lo spettacolo gratuito che il Lago offriva a chi aveva la fortuna di transitarvi.
Ora, invece, passando di lì in auto, in moto o anche in bici e guardando verso il Lago, si ha la sgradevole sensazione di vedere il Verbano ingabbiato in strisce d’acciaio che mortificano quello che poteva essere lo splendore di quella vista.
Certo, immagino che ci saranno delle nuove norme italiane o dell’Unione Europea che impongono in certi tratti di strada proprio quel tipo di protezioni, così brutte e così alte. Ma non posso pensare che non esistano alternative legali ed efficaci ad una simile bruttura. Altrimenti non si spiegherebbe perché altri tratti di strada che costeggiano altri laghi siano privi di quei giganteschi guard-rail. Di fronte ad una disarmonia del genere non vale fare il gioco dello “scarica-barile” : se è vero che la competenza in materia è dell’ANAS, è anche vero che la Provincia di Varese dovrebbe svolgere un lavoro di coordinamento per evitare che altri soggetti assumano iniziative capaci di offendere il fascino dei nostri luoghi. Insomma, questo mi sembra proprio uno di quei casi in cui, dalla Provincia, qualcuno avrebbe dovuto battere i pugni pur di impedire che il lago Maggiore venisse oscurato e ingabbiato.
Se lo immagina, caro Direttore, Piero Chiara descrivere il suo amato lago visto attraverso quelle strisce di acciaio lucente ?
Mi rendo conto di aver citato un episodio piccolo, non certo decisivo per la possibilità di un rinnovato interesse turistico verso il varesotto. Ma quei guard-rail assumono un significato simbolico, che ci dice delle opportunità che non vengono colte da chi, invece, sarebbe preposto proprio al loro sfruttamento.
Altrimenti “Land of tourism” rimane uno slogan buono per fare marketing, ma non un progetto utile a promuovere il turismo in Provincia. Un progetto che se non sa valorizzare quanto di bello c’è qui dalle nostre parti, non potrà mai avere successo.
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