Tradizione e innovazione, il motore dialettico delle imprese

Nell’ultimo decennio del secolo scorso molti nuovi talenti hanno illuminato il panorama del management internazionale ed hanno contribuito con le loro intuizioni e proposte al miglioramento dei processi strategici gestionali.
In parecchi hanno cercato di sviluppare approcci mentali per gestire l’incertezza che è stata la conseguenza diretta di un mondo che si è aperto a nuovi protagonisti, dopo i lunghi anni della competizione est/ovest e del dominio politico/economico delle due superpotenze.
P. Senge con il suo testo “La quinta disciplina” ha elaborato un originale e significativo modo per affrontare le difficolta della nostra epoca e descrivere compiutamente le tecniche dell’apprendimento organizzativo.
L’incertezza come il rischio,non può essere eliminata dalle nostre attività; deve essere gestita per procurare opportunità e occasioni altrimenti non raccoglibili.
Le attività aziendali, secondo P. Clampitt, possono essere classificate in due categorie: quelle di esplorazione che accrescono l’incertezza e quelle di perfezionamento che incrementano le certezze.
Pertanto le imprese sono soggette ad una dinamica costante tra la ricerca delle opportunità e la concreta possibilità di coglierle e come “le onde del mare” sono in continuo movimento tra la cresta e la base.
Quindi, in azienda, il pendolo dell’operatività oscilla tra quantità e qualità, tra le attività di esplorazione e quelle di perfezionamento, costringendo le imprese ad una costante ricerca di nuove posizioni competitive in una dialettica tra tradizione e innovazione che è il vero motore dello sviluppo inteso come il passaggio “dalla transazione alla relazione”,in un contesto di continua ricerca di eccellenza.
Nello specifico le attività di esplorazione sono quelle che sviluppano le relazioni e che determinano la costruzione della rete dei contatti tra gli individui e le attività, anche in settori diversi dai mercati di riferimento.
Sono quelle che accrescono la capacità di immaginare e di pensare all’incremento della creatività e del talento.
Sviluppano competenze di monitoraggio delle situazioni di crisi per cogliere le occasioni, aumentano in modo sistemico le nostre conoscenze per trarne degli insegnamenti e delle proposte di azione.
Fanno del brainstorming una modalità operativa e continuativa per ricercare nuove idee; costruiscono i progetti e sperimentano ambiti innovativi e proposte creative.
Costruiscono quell’equilibrio instabile che determina la transizione dall’immobilismo all’azione con la possibilità di gestire il rischio e le opportunità.
All’opposto le attività di perfezionamento sono quelle che affinano le certezze, in quanto offrono idee per la pianificazione,per l’organizzazione e l’impiego ottimale delle risorse,per la delega delle attività e la cessione delle responsabilità, per l’attivazione di project mangement,per la predisposizione infine di forecast(previsioni) economiche e di vendita.
Pertanto per fare in modo che le attività di esplorazione e perfezionamento (emozionali e razionali)si estrinsechino al meglio,occorre organizzarle in “piattaforme”; quindi in un network di concetti,idee,conoscenze,culture, organizzate e non solo contestuali.
Le proposte e le azioni di intervento conseguenti,avranno un fondamento comune e un obiettivo definito e concretamente costruito.
Le piattaforme di intervento sono quindi una modalità strategico-gestionale indispensabile quando occorre :
progettare o sviluppare un nuovo prodotto
individuare un nuovo mercato o definire un progetto complesso predisporre una nuova politica commerciale
valutare un oneroso investimento finanziario.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Maggio 2007
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