I politici che contano disertano il Premio Chiara
All'eremo di Santa Caterina del Sasso sono stati annunciati i tre finalisti e presentata la sigla ufficiale del premio
È stata una presentazione per procura quella del Premio Chiara 2007. C’erano tutti quelli che contavano, ma solo con i saluti e gli auguri, puntualmente letti dagli organizzatori Bambi Bianchi Lazzati e Romano Oldrini. Quest’ultimo ha evocato anche i padri originari del premio (è la prima volta che accade nella presentazione ufficiale): l’ex direttore della Prealpina Pier Fausto Vedani e il giornalista Massimo Lodi, il cui libro di racconti "La traversata" (Alberti ed.) è stato scelto per la sezione del premio "Segnalati".
Sempre presenti l’eremo di Santa Caterina del Sasso e la natura superba che lo circonda, più che sufficienti per allietare gli occhi e le menti dei molti presenti all’inaugurazione dell’edizione 2007.
I tre libri finalisti, scelti tra le 90 opere giunte alla segreteria del premio, sono: “La fine dell’amore” (Isbn) di Ilaria Bernardini, “Dove credi di andare” (Mondadori), di Francesco Pecoraro, “L’amore e altre forme d’odio” (Einaudi) di Luca Ricci. Il premio alla carriera andrà allo scrittore Carlo Fruttero.
Una serata bella anche senza le presenze politiche eccellenti, grazie allo spettacolo di Silvia Donadoni che ha recitato il racconto giovanile di Chiara “Fioriva una rosa” accompagnata dal flauto magico di Luca Russo, alla interessante presentazione di Mauro Gervasini e Matteo Inzaghi dello sceneggiato “Il Balordo”. I volti di un giovanissimo Teo Teocoli e di Tino Buazzelli hanno avuto per una sera la miglior scenografia mai pensata per un film: il Lago Maggiore al tramonto, un eremo che si specchia da quasi mille anni nelle sue acque, le sagome silenziose della barche dei pescatori e il profilo scuro delle montagne all’orizzonte. Temi che hanno ripreso i ragazzi dello Ied (lstituto europeo di design) che hanno realizzato e presentato la sigla ufficiale del Festival del racconto. Un lavoro emozionante per fantasia, freschezza e semplicità. «Ogni attività genera cultura, genera letteratura. È il concetto che sottende alle immagini e alla musica di questo lavoro» ha spiegato il docente Giorgio Ghisolfi, varesino di nascita ed emigrato a Milano da circa vent’anni. Un minuto di sintesi creativa prefetta che si chiude con un’inquadratura di Piero Chiara (si intuisce) che stringe tra le mani un nuovo romanzo dal titolo “Festival del racconto”. Il lavoro è stato realizzato da Sarah Bazzotti, Alice Buci, Teodolinda Cotti Gelati, Simone Mauri, Morella Pereda, Francesca Pietrobelli, Cristina Poggioli, Carmen Ursino Lomoio, Filippo Letizi, Patrizia Russo e Mauro Paffi.
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