Dal prato di Pontida Salvini chiama la Lega a raccolta: congresso straordinario a ottobre

Un discorso volto a chiedere la “fiducia della mia famiglia” sotto il segno dell’unità. E poi l’affondo: “Chi è a caccia di poltrone non le troverà a casa nostra”

Generico 14 Sep 2026

«Sorelle e fratelli». Ancora «la mia famiglia». Ci sono i sondaggi che danno la Lega giù, prima. E c’è la “rivolta“ dei governatori del Nord, poi. In mezzo un appuntamento che segna da decenni le sorti del popolo leghista, Pontida, dove si riesce a percepire l’arie che tira in casa. Ed è difatti da questo pratone storico che il segretario del carroccio Matteo Salvini chiama a raccolta con toni intimi, familistici, i suoi sostenitori, i militanti e i quadri di partito che chiama ad un congresso straordinario per contare i consensi, uno per uno.

Si è concluso dopo le 13 l’intervento atteso di Salvini, vice premier, ministro dei Trasporti ma soprattutto in sella ad una Lega che sta attraversando un momento non facile. E Salvini vuole e chiede unità nel suo partito e per questo intende proporre una verifica. Ma non si ferma e anzi rilancia sul nome di Silvia Sardone come candidato sindaco alla guida di Milano. E poi ancora all’attaco con l’affondo: “Chi è a caccia di poltrone non le troverà a casa nostra”.

E dunque Salvini torna al congresso per chiedere «se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano per alzata di mano».

«Domani convocherò il consiglio federale della Lega e proporrò a ottobre di convocare un congresso straordinario della Lega e per decidere insieme e marciare compatti». A Pontida si è radunata di nuovo l’anima della Lega, incontro a cui hanno presenziato diversi “big“, anche di Governo, del movimento. «Io sono qua e noi siamo qui per ricordare l’opera di Umberto Bossi. Sono ancora convinto che la Lega sia il partito nato per dare voce a chi non ce l’ha, resto convinto che non siamo né di destra né di sinistra, che le nostre battaglie sono le battaglie epocali iniziate con Umberto Bossi», ha affermato l’ex governatore legista del Veneto, Luca Zaia dal palco, aggiungendo: «La Lega è nata come partito liberale, non liberticida, per la grande battaglia dell’autonomia e del federalismo».

A Pontida era presente anche il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti secondo il quale «i nemici non sono dentro la Lega ma fuori e sono più raffinati, e magari non si vedono. A chi ha deciso di non venire oggi dico: senza di voi lo spirito di Pontida muore». Riferimenti al fondatore, scomparso nel marzo scorso, sono arrivati anche dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli che in suo onore ha messo a dimora un ulivo bagnato con l’acqua “sacra“ del Po: «Nel 2012, nel momento più difficile della Lega, Bossi disse ‘piuttosto che dividere la Lega faccio un passo indietro’, e lo ha fatto chi quella Lega l’ha creata.

Lui l’ha fatto e credo che oggi come dirigenti un esamino di coscienza sia necessario farlo». E il raduno si era difatti aperto domenica mattina proprio con un ricordo di Umberto Bossi, un video con gli slogan che hanno caratterizzato la figura del Senatùr, mitica soprattutto per i militanti della prima ora, tanto da aver innescato i classici slogan “Bossi, Bossi” che da sempre si sentono in ogni raduno leghista aperto alla base.

Per approfondire: «Salvini, Vannacci e la Lega spaccata alla vigilia di Pontida»

(a Materia mercoledì 23 settembre il cronista del servizio Politico del Corriere della Sera Cesare Zapperi racconterà Pontida ed entrerà nei retroscena dei partiti di Salvini e Vannacci)

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Pubblicato il 20 Settembre 2026
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  1. Avatar
    Scritto da lenny54

    Certo! Le poltrone sono gia’ tutte occupate !


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