Perquisizioni della Finanza, Sogliano indagato per riciclaggio

La Gdf nelle società del patron del Varese calcio. L'inchiesta nata da una costola dell'indagine Bpi Fiorani. Il manager: «Cado dalle nuvole»

E’ indagato per riciclaggio in concorso, Riccardo Sogliano, il patron del Varese 1910, coinvolto in una inchiesta di natura fiscale e finanziaria che ha portato questa mattina a una serie di perquisizioni in società di servizi e cooperative riconducibili al suo gruppo. Le fiamme gialle sono entrate in azione a Varese, Milano, Roma, Parma e Reggio Emilia, in una quarantina di sedi in tutto. Da chiarire vi sarebbero, secondo gli inquirenti,  le modalità di vari passaggi di denaro su una serie di conti bancari e anche la regolarità di un enorme numero di fatture emesse da queste aziende. La guardia di finanza ha suonato in mattinata alla porta di casa di Sogliano e presso i suoi uffici varesini. Perquisita anche la sede del Varese 1910, tuttavia la società non sarebbe coinvolta direttamente nell’indagine. Il patron della squadra si dice tranquillo rispetto alle accuse ipotizzate dai magistrati: «Cado dalle nuvole – commenta –  ho trasmesso tutti gli atti in mio possesso al mio avvocato, aspettiamo di conoscere con precisione le accuse, ma ho fiducia nei magistrati».

Il gruppo che fa capo all’ex calciatore del Varese, brillante manager di società di calcio e promoter dell’avventura velistica di «+39”», si occupa di diverse attività, sportive, di consulenza, logistica e anche di pulizie, con diramazioni in tutta Italia. Per questo gli approfondimenti della magistratura, alla ricerca di prove documentali, coprono un arco territoriale così vasto.  L’inchiesta è affidata dal sostituto procuratore di Varese, Agostino Abate. Il capo della procura, Maurizio Grigo, ha confermato che le perquisizioni sono partita questa mattina, 18, giugno, e che l’inchiesta è nata da una costola dell’indagine sulla Bpi di Giampiero Fiorani, i cui fascicoli sono stati in parte acquisiti da Varese.
I destini di Fiorani e di Varese sembrarono sfiorarsi un anno fa, quando l’ex ad della Bpi raccontò ai magistrati di aver cercato un appoggio preso l’onorevole leghista Giancarlo Giorgetti portandogli alla Camera 50mila euro in contanti nascosti in un giornale per ingraziarsi il carroccio. Fiorani sostiene di avere ricevuto un rifiuto e un consiglio: «Se vuoi aiuta il Varese calcio». Ma Sogliano smentì in quell’occasione di aver mai ricevuto soldi da Fiorani. Da allora, dell’inchiesta Bpi, a Varese, non si è più sentito parlare. Fino a questa mattina.
Il patron del Varese si incontrerà domani con il suo avvocato, il legale milanese Daria Pesce, che non si sbilancia: «Ci incontreremo e valuteremo gli atti in nostro possesso – dice –  per adesso abbiamo solo informazioni molto vaghe». La notizia  dell’inchiesta, entrata nel vivo con le perquisizioni, ora scuote gli ambienti imprenditoriali, politici e sportivi di Varese. Proprio in questi giorni, c’era stato un incontro in comune per il nuovo stadio, che il manager  vuole realizzare portando a Varese un gruppo di investitori bresciani.  Ma proprio il nuovo stadio sognato dai Sogliano e sostenuto da molti fans del progetto potrebbe ora avere un contraccolpo. «Per noi non cambia nulla – commenta il sindaco Attilio Fontana – vogliamo dare a Varese un nuovo stadio e la gara pubblica che abbiamo indetto per l’alienazione dell’area non è rivolta solo a Sogliano, ma a tutti. L’avevo detto fin dall’inizio della gara, lo ribadisco ora».

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Pubblicato il 19 Giugno 2007
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