Litiga coi carabinieri e li morde, arrestato
Un giovane militare è dovuto ricorrere alle cure mediche dopo l’aggressione di un trentacinquenne ubriaco
Beve, dà in escandescenze e spacca la casa. Ma alla vista delle divise non si ferma e morde un carabiniere che tenta di calmarlo. E’ successo a Tradate lo scorso 23 dicembre. Secondo quanto riportato dai militari della tenenza di Tradate, un marocchino di 35 anni – regolare secondo le leggi sull’immigrazione – intorno alle 6.30, ubriaco, ha iniziato a inveire contro i famigliari che, spaventati, hanno chiesto aiuto. Arriva una macchina dei carabinieri che entrano nell’appartamento di via Petrarca, danneggiato dalla furia dell’uomo del 23 dicembre 2007. Al momento dell’intervento, però, il giovane aggredisce i carabinieri, mordendo l’avambraccio di un giovane militare dell’Arma, che ha riportato lievi lesioni.
Al termine del parapiglia, il soggetto è stato arrestato, essendo ritenuto responsabile di una sequela di reati, che spazia dalla minaccia, all’ingiuria, al danneggiamento, ai maltrattamenti in famiglia, alla violenza, minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale, alle lesioni personali. L’arrestato è stato trasferito in giornata al carcere di Varese.
Nella serata di ieri, Santo Stefano, i Carabinieri hanno arrestato altri due cittadini marocchini regolari, M.H. di 28 anni e A.E.L. di 23 anni, che ubriachi fradici, avevano appena rubato delle bottiglie di vino e dei dolciumi vari ai danni di un bar di Venegono Superiore (Va). Mentre si stavano allontanando, sono stati bloccati dalla pattuglia dell’Arma ma, non dandosi per vinti, ingaggiavano una breve colluttazione con i Carabinieri, al termine della quale venivano tratti in arresto.Addosso al ventottenne è stato anche trovato un coltello a serramanico con la lama eccedente le dimensioni consentite.
I due, che hanno continuato a comportarsi in modo farneticante a causa dello stato di alterazione da alcool in cui versavano, sono stati associati nella notte al carcere di Varese, con le accuse di furto aggravato, minaccia, violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale e, limitatamente ad uno di essi, il porto abusivo di arma bianca.
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