De Gregori incanta Varese
Operazione nostalgia per i mille dell'Apollonio che hanno seguito il bel concerto del cantautore romano
Eccolo là, Francesco De Gregori e la sua band si sono materializzati sul palco nelle loro mise scure e gessate, cappello in testa e via alle 21 precise, ieri sera lunedì 11 febbraio, in un teatro apollonio non pienissimo ma che ha saputo donare tutto il suo calore al grande cantautore romano che si è presentato sul palco con una band di altissimo livello. Due chitarre e un violino, una batteria, un basso che diventa spesso contrabbasso, un pianoforte che sa essere fisarmonica e una pedal steel guitar che diventa banjo. Con questa formazione i successi di De Gregori sono diventati delle dolci suggestioni a volte blues, a volte country che hanno dato una rinfrescata al repertorio di uno dei più grandi cantautori italiani.
L’inizio sembra raccontare l’Italia di oggi e con Titanic la prima e la terza classe veleggiano verso l’inesorabile fine allegri e contenti. I vecchi successi scandiscono i tempi e lo spazio per il nuovo album appare ridotto a "Pezzi". La band segue il suo vate con grande disinvoltura e c’è spazio per l’assolo del chitarrista che ottiene più di un applauso solo per lui. La prima parte del concerto è dedicata agli anni ’70 con pezzi come La leva calcistica del ’68, Natale e Rimmel. Da "Il bandito e il campione" De Gregori pesca "La ballata dell’uomo ragno" e il pezzo che dà il titolo all’album che narra la storia di Girardengo e Pollastri. Generale rallenta minimale mentre Adelante apre la seconda parte con veemenza mentre "La valigia dell’attore" è la sua dedica all’affetto del pubblico.
Il concerto si chiude con una appassionata Donna cannone solo piano e voce che fa venire la pelle d’oca. De Gregori saluta il pubblico dopo un bis e oltre due ore di concerto che ha ripercorso una carriera straordinaria che non vuole e non può sentire la parola fine mentre il pubblico ringrazia il taciturno cantautore che da 35 anni affascina con la sua voce e la sua dolcezza.
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