“La Chiesa e la destra non ci permettono di essere liberi”
Pepate, e già "da campagna elettorale", le dichiarazioni del presidente di Arcigay Mancuso e della segretaria di Arcilesbica Gramolini
Gli interventi più politici della festa di San Valentino al Museo del Tessile di Busto Arsizio sono stati quelli degli ospiti d’eccezione, introdotti da Giuseppe Musolino, presidente di Arci Varese. Musolino ha ricordato la mostra varesina sull’Omocausto, la persecuzione nazista degli omosessuali, e ha parlato di «battaglie culturali» in corso su libertà, laicità e diritti. Battaglie cui la destra e la Chiesa, sostiene, si oppongono nel timore fondato che si rivelino vincenti nel lungo periodo.
Veri "big" della serata, in fondo festaiolo-politica, tutt’altro che perversa e men che mai offensiva per la città, erano il presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso e la segretaria nazionale di Arcilesbica Cristina Gramolini. Mancuso ha polemizzato direttamente con il prevosto monsignor Livetti, autore di dure critiche all’iniziativa, citando anche il vicario episcopale di Varese Stucchi. «Quando parla di noi il prevosto ci fa un favore: a lui e a quelli come lui dico di guardare piuttosto alla loro chiesa – che non è la Chiesa dei cristiani in generale, che è altro e più ampio discorso – e ad una certa sessualità praticatavi di nascosto da tanti che per regola non dovrebbero…» Parole come pietre anche per la destra, la campagna elettorale è ormai partita: «I soliti ipocriti moralisti, difensori dei valori e della famiglia tradizionale ma pluridivorziati». Qui non si tratta, sostiene Mancuso, di sola sessualità, argomento tipico dei moralisti per screditare, bensì di progetti di vita, come per gli etero. Valori? Tradizioni?
«Avete mai visto una famiglia tradizionale assalita e dissolta da orde di omosessuali? Le famiglie non si fanno non per colpa nostra, ma perchè non ci sono i soldi, il lavoro stabile, i diritti. Da troppo la Chiesa di questo non parla. Una Chiesa e una destra spaventose ci vietano di essere liberi». Fra i prossimi progetti, annuncia Mancuso, c’è quello di rifondare l’Arcigay di Varese.
Stessi toni per Gramolini, che ricorda come fra le "tradizioni" dei bei tempi andati quando la parola del prete era l’unica ascoltata non vi fossero nè il suffragio universale nè la libertà della donna. «Per certuni se manifestiamo siamo provocatori, se contestiamo intolleranti, se la buttiamo in goliardia siamo poco seri… Ci serviremo dell’ironia per ridere di loro. Tra non molto a Milano terremo una giornata in cui si metterà in scena il magistero della Chiesa in materia di omosessualità, usando solo parole scelte dai discorsi dei vertici ecclesiastici sull’argomento… Di che tradizione ci parlano? Di quella per cui per gli omosessuali la vita è stata per secoli una sofferenza? Di quella per cui ancora oggi i giovanissimi omosessuali sono ostracizzati dai compagni, e lo so perchè sono insegnante, ma vedo che finalmente sta cambiando in meglio? Noi siamo contenti di essere omosessuali, alla luce del sole, senza nasconderci, come chiunque altro».
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