Si fingono vittime di una rapina, li scoprono i carabinieri
Per sfuggire all'ira dei genitori due adolescenti raccontano una frottola. Ma i militari non la bevono: denunciati
Erano convinti di cavarsela con una balla raccontata ai carabinieri, ma non è andata così.
I fatti si sono svolti sabato sera, quando un 13enne ed un 14enne di Busto Arsizio si sono presentati in caserma: il quattordicenne comincia a raccontare ai carabinieri di essere stato vittima di una rapina durante la quale gli era stato sottratto il cellulare, e che l’autore si stava allontanando a bordo di un’auto che – guardacaso -stava transitando nella zona della caserma.
I carabinieri, sentite le parole del ragazzo, si mettono subito alla ricerca dei colpevoli ma presto scoprono che non sono quelli che pensano: a bordo dell’auto segnalata c’erano alcuni stranieri, fra cui un Sudamericano già espulso e per questo arrestato per non avere ottemperato all’ordine, ma una volta condotti in caserma la verità emersa dal racconto degli stranieri e dagli accertamenti messi in opera dai carabinieri comincia a prendere una piega diversa.
Nel frattempo infatti in caserma si era presentato un cittadino egiziano abitante a Busto Arsizio, denunciando di essere stato vittima del tentativo di furto del suo motorino da parte di due ragazzi che avevano cercato di sottrarglielo mentre era parcheggiato in strada. L’uomo, accortosi di quel che stava succedendo, era sceso in strada mettendo in fuga i ragazzini: ritrovandosi a raccogliere da terra il cellulare perso nella concitazione da uno dei due, con il quale chiama anche il 112. Da quello stesso cellulare l’egiziano riceve anche una chiamata da parte del padre del ragazzo: chiamata che ha permesso di ricostruire i fatti "veri".
I due ragazzi, in verità, avevano infatti tentato di rubare il ciclomotore dell’egiziano per recuperare alcuni pezzi da montare sul ciclomotore di uno dei due che si era danneggiato. Poi, al momento della fuga, avendo perso il cellulare e non sapendo come giustificarsi con i genitori uno dei due aveva inventato la storia della rapina.
Ma la storia della rapina aveva bisogno di essere un po’ montata, per funzionare secondo i loro maldestri piani: così, mentre stavano recandosi in caserma, avevano deciso di attribuirla agli stranieri che avevano appena visto passare in macchina. Non immaginando, naturalmente, che i carabinieri sarebbero intervenuti immediatamente permettendo l’individuazione, e il chiarimento, di quelle persone accompagnate in caserma.
I due ragazzi coinvolti nel fatto, denunciati per furto aggravato in concorso e – per il solo quattordicenne – per calunnia, sono giovanissimi al limite della responsabilità penale: per questo del caso ora se ne sta occupando la Procura presso il Tribunale dei Minorenni per la Lombardia.
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