Tornano i “Quaderni di Luvinate”
Dopo una pausa di quattro anni, la redazione composta da volontari riprendono a raccontare la vita cittadina, con spirito di confronto

Un tavolo di confronto, una porta per avviare un dialogo costruttivo e propositivo. Con questo spirito tornano i "Quaderni di Luvinate", pubblicazione realizzata da una redazione di volontari e appassionati cittadini che vogliono riproporre il dialogo nel comune, coinvolgendo tutti, maggioranza e opposizione, associazioni e cittadini semplici. ( a sinistra della foto il vicesindaco Boriani con il responsabile Rossi)
Come nel 2001, quando uscì il primo numero voluto dall’allora sindaco Luca Borzani che sposò l’iniziativa, la pubblicazione è una rivista a tre colori, con spazi autogestiti assegnati in pieno spirito di "par condicio", con l’approfondimenti di temi di attualità, culturali o sociali che, di volta in volta, sorgeranno nella comunità.
Per questo primo numero, uscito per diretta volontà del sindaco Silvano Calderato, il focus sarà sui primi 50’anni di vita dell’amministrazione con la testimonianza dello storico sindaco Emilio Binda. Arrievrà alle famiglie già a partire dalla prossima settimana.
Oltre agli spazi assegnati, la rivista dedica spazio ai giovani, alle attività produttive, alle lettere e ai suggerimenti.
«Era uno dei punti del nostro programma elettorale – ha ricordato Alessandro Boriani, vicesindaco – e abbiamo stanziato circa duemila euro per avere due numeri all’anno. Questa pubblicazione non saràò, comunque, l’informatore comunale. Le notizie dal Comune continueranno ad arrivare attraverso il foglio che abbiamo adottato sin dai primi giorni del nostro mandato».
«Il nostro obiettivo è quello di discutere dei temi più caldi che animano i dibattiti della nostra collettività – ha spiegato Dedo Rossi, il coordinatore – in passato ci siamo occupati della crisi della parrocchia, piuttosto che della mensa scolastica, delle rimostranze dei giovani che chiedevano attenzione. Ci siamo arenati nel 2004 davanti al gelo per il piano regolatore: mancando la volontà di dialogare, il nostro lavoro non aveva più senso e ci siamo fermati. Ora ripartiamo..».
E, ad attenderli, c’è ancora il Piano di Governo del Territorio.
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