“Tutte le facce dell’amore” a San Valentino
Una scommessa l'evento aperto a tutti, etero e omosessuali, in coppia e non, organizzato da partiti e associazioni della sinistra per giovedì 14 febbraio al Museo del Tessile
Un San Valentino tutto speciale, aperto al nuovo e al diverso. È "Tutte le facce dell’amore", evento proposto da uno schieramento di forze e associazioni di sinistra a Busto Arsizio per giovedì 14 febbraio a partire dalle 19,30 presso il Museo del Tessile. Una serata dedicata alle coppie (e non solo…) senza distinzioni di razza, religione, lingua, censo, genere e orientamento sessuale, nel segno del "tutti insieme appassionamente". Dopo un’aperitivo in allegria, la serata prevede alle 21 gli interventi di Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay e Giuseppe Musolino, presidente provinciale Arci, alle 22 una "lotteria sentimentale" dall’evocativo titolo di "Pesca la Banana" per culminare alle 23,30 con l’Appuntamento al Buio: luci spente e bacio libero. Poi, musica anni Settanta e Ottanta con i mixer di B&B e Fanfurla, riempiendo di pensieri lo Wall of Love, a simboleggiare l’abbattimento di tutti i muri, fisici e di mentalità.
Un’iniziativa certamente insolita per il sostegno dato da forze politiche note più per dibattiti sui massimi sistemi che per l’organizzazione di feste di San Valentino, ma i tempi cambiano e con essi le modalità del fare politica con la gente, tra la gente, per la gente. All’evento parteciperanno Rifondazione Comunista,
Centro culturale Gramsci, Giovani Comunisti, SdL, Comunità Cascina Contina di Rosate, e l’associazione Solidarietà Aids che distribuirà materiali informativi su una malattia non certo debellata e preservativi. Dovrebbero essere presenti per l’occasione anche il segretario provinciale di Rifondazione Giovanni Bonometti e il senatore Gigi Malabarba. Gli organizzatori della serata sono intenzionati a chiedere al Comune il patrocinio, mettendo sulle spine, c’è da crederlo, Palazzo Gilardoni.
Alla presentazione alla stampa erano presenti il consigliere comunale Antonello Corrado, il segretario cittadino di Rifondazione Jarno Marchiori, Cosimo Cerardi e l’artista-burattinaio Elis Ferracini per il centro culturale Gramsci. «Vogliamo avviare una riflessione sui temi del diritto all’amore e alla sessualità libera, a partire da eventi come questo, per poi tradurli in prassi e proposte» spiega Ferracini. «San Valentino è una festa di solito commerciale, noi la renderemo più "politica" ma sfruttando temi leggeri e divertenti. So che il territorio appare impermeabile a certe tematiche, ma noi daremo ad esse uno spazio d’espressione». Chiosa Cerardi: «In questa città vediamo usare troppi effetti speciali. Su questo sfondo facciamo emergere un disagio sociale in nome della laicità e della trasparenza. Quindi chi è omosessuale lo dica, non rischia di essere "bruciato" in alcun modo». Cerardi fustiga anche come «fondamentalista» la scelta dell’amministrazione Farioli di rimarcare le "radici giudaico-cristiane" fino a inserirle nello statuto comunale. «Le mie radici io le trovo nella Rivoluzione Francese, che ha laicizzato lo Stato, e nella Costituzione della Repubblica italiana».
La festa è come detto aperta a tutti: non vuole essere la "riserva indiana" di nessuno. Difficile pensare a un coming out di massa a Busto Arsizio, città nè cool nè trendy, e meno che mai progressista o liberal. Il tessuto sociale non è granchè propizio alle pubbliche dichiarazioni di omosessualità, gli organizzatori sono i primi a dirlo. Ma affrontare le tematiche dei diritti civili in generale, per omo ed eterosessuali, spiega Corrado, paga. «Da questo punto di vista Busto sembra non medievale, ma preistorica: eppure quando nel 2004 avviammo una battaglia sulle coppie di fatto, sia pur perdendo in consiglio, riscontrammo un vivo interesse tra la gente, segno che qualcosa si muove anche qui».
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