Occhio al Barocco, viaggio nelle ville varesine
Giovedì 6 marzo, Silvano Colombo, direttore dei musei civici di Varese per quasi 30 anni e conservatore onorario della Colleggiata di Castiglione per quasi 10 anni, racconta il suo ultimo libro
«Guardatevi in giro perché anche a Varese ci sono testimonianze significative dell’arte barocca». La frase con cui si apre il libro Occhio al barocco di Silvano Colombo ed edito da Lativa che sarà presentato in biblioteca a Tradate giovedì 6 marzo alle 21, all’interno della rassegna In biblioteca con l’autore.
L’autore, Direttore di ruolo dei Musei Civici di Varese dal 1965 al 1989, Conservatore onorario del complesso della Collegiata di Castiglione Olona, professore di storia dell’arte e critico, spiega come Varese nelle sue numerose ville sia ricca di opere del periodo del Barocco. Periodo nato a Roma nel terzo decennio del Seicento, con Gian Lorenzo Bernini, scultore, pittore ed architetto, nel corso della seconda metà del secolo è arrivato nelle nostre terre portato dalle maestranze d’arte, specialmente del lago di Lugano, che lavoravano in quella Città al servizio di Papi, di nobili famiglie e di importanti artisti.
Il libro si sviluppa come una sinfonia in tre tempi: il primo, del barocco vero e proprio, si colloca entro la seconda metà del secolo con le opere dello scultore Dionigi Bussola, del pittore Antonio Busca, dell’intagliatore Bernardino Castelli; il secondo sviluppa quel tema nel barocchetto, tra gli ultimi anni del Seicento e la prima metà del Settecento, con le opere dello scultore Giuseppe Rusnati, dei pittori Salvatore Bianchi, Giacomo Pallavicino, Francesco Maria Bianchi, Pietro Antonio Magatti fino alla più matura esperienza dello scultore Elia Vincenzo Buzzi per l’altare maggiore di S. Vittore di Varese. Il terzo tempo avvia una variazione dal barocchetto milanese a quello teresiano documentata dalle architetture delle Ville. Fa da bordone la sequenza delle pitture di architettura che vanno dai fratelli Grandi, esponenti barocchi, ai barocchetti Giovannini fino al Baroffio che media le due componenti e si addentra negli anni centrali del Settecento.
Silvano Colombo è nato a Varese nel 1938, laureato in lettere moderne all’Università di Pavia nel 1961, con tesi in storia dell’arte. Direttore di ruolo dei Musei Civici di Varese dal 1965 al 1989, ne ha promosso l’attività con svariate iniziative sia con il consistente coinvolgimento delle scolaresche, sia con la realizzazione della Pinacoteca del Sei-Sette ed Ottocento lombardi. Nel contempo ha rivolto la sua azione a promuovere restauri di monumenti storici come la chiesa romanica di Santo Stefano a Bizzozero- Varese (1965-’70); di Santa Maria di campagna a Ligurno-Cantello (1970), anch’essa romanica; di San Pancrazio a Vedano Olona (2002-2006), romanico-gotica. È stato incaricato dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano di provvedere a realizzare l’apertura del Museo Pogliaghi a Santa Maria del Monte sopra Varese, goduto per la prima volta dal pubblico nel 1970. A seguire è stato chiamato a risistemare la Pinacoteca di Villa Cagnola di Gazzada (1986-’89). Da ultimo è stato conservatore onorario del complesso della Collegiata di Castiglione Olona (1998- 2005) della quale ha promosso la sistemazione a livello mussale.
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