Aree PEEP, vicina la quadratura del cerchio

In commissione toni più distesi che in consiglio. Nuovo emendamento di Grandi (PD): vent'anni dalla convenzione per la scadenza dei vincoli alla libera vendita delle case. La Lega prende tempo per riflettere

«Un’operazione grandiosa». Non usa mezze parole l’assessore Mario Crespi per descrivere la delibera mirata a cedere in proprietà le aree incluse nei PEEP – piani per l’edilizia economica e popolare. Le case in edilizia convenzionata coinvolte dal provvedimento sono moltissime, quasi mille i nuclei familiari interessati, circa 2500 persone. Giovedì la riunione congiunta delle commissioni "opere pubbliche e patrimonio" e "ambiente e territorio" sembra aver risolto qualche nodo rispetto al brusco stop visto in consiglio comunale venerdì scorso 

Dopo il noto emendamento dell’assessore Crespi che aveva generalizzato il provvedimento all’insieme delle unità abitative coinvolte nei PEEP, suscitando l’altolà del Carroccio, oggi si è provveduto a precisare i limiti temporali per la scadenza dei vincoli sulla libera vendita degli appartamenti e case interessati – non è un caso che le agenzie immobiliari seguano con occhi di falco gli sviluppi del provvedimento. Un secondo emendamento a firma di Alberto Grandi (PD) propone vent’anni quale scadenza, una soluzione "salomonica" a metà strada fra i dieci anni un tempo previsti e i trenta in seguito permessi nella legislazione specifica.  Il problema che aveva portato la Lega a fare muro in consiglio comunale era la possibilità che chi aveva comprato pochi anni or sono a prezzo calmierato, si trovasse in breve tempo (cinque anni il limite minimo imposto dalla regione) un immobile a pieno valore di mercato, creando una sorta di "ingiustizia" verso chi da più tempo vantava diritti. La "soluzione Grandi" verrebbe incontro anche a questa obiezione. Il 5 maggio, data del fatidico voto sul bilancio, si voterà di nuovo anche il provvedimento PEEP, a meno di ulteriori slittamenti: con questa soluzione, se accettata, nessun vincolo ulteriore alla messa sul mercato delle unità abitative da parte dei proprietari, sussisterebbe per gli immobili sorti da convenzioni stipulate prima del 5 maggio 1988.  

Prudenti ma possibiliste le reazioni dei commissari-consiglieri. la Lega con l’ex sindaco Tosi chiede tempo per riflettere e numeri precisi per avere un idea di quanti si troveranno "a libero mercato" sul totale degli interessati. An non si oppone, Forza Italia si riserva qualche riflessione sui vent’anni, giudicati forse eccessivi, ma concorda sulla necessità di agire con gradualità.

L’operazione «è nell’interesse primario dei cittadini» ripete l’assessore Crespi, ma è innegabile che anche il Comune si attenda un cospicuo guadagno dai versamenti di chi si affretterà ad acquisire la piena e definitiva proprietà pagando i diritti di superficie. Cifre che, "spannometricamente" (le variabili in gioco sono numerose, incluse le spese a suo tempo sostenute dal Comune per contenziosi sui terreni espropriati a privati, e lo stesso successo dell’operazione presso gli interessati) dovrebbero andare dai 4 ai 10mila euro per gli appartamenti, e fino ai 15mila per le villette. Una previsione di mezzo milione di euro l’anno di introiti da questo 2008 fino al 2010 è quanto ci si attende, stando prudenti, secondo l’assessore. La manovra potrebbe offrire uno sbocco anche ad un mercato immobiliare che non è già più quello di tre anni or sono, come ricordava Bottini (FI), ma è anche vero, è stato fatto notare, che gli acquirenti degli immobili originariamente non avevano certo pensato alla casa come "affare" da rivendere con guadagno, bensì come conquista e lascito per i figli.

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Pubblicato il 24 Aprile 2008
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