Stabio, per i varesini è sempre il “paradiso degli sconti”

Un salto oltre frontiera, subito dopo la dogana di Gaggiolo, dove benzina, cioccolato e... pigiamini restano nel cuore degl'italiani

La notizia in questi giorni ha fatto il giro d’Italia: gli italiani che vivono sul confine svizzero sono tornati nella Confederazione a fare benzina, attirati dai costi spaventosamente più bassi dell’oro nero.
Una notizia che, per noi, "bambini di frontiera", ha fatto fare un balzo indietro nel tempo. Un tempo dove il sogno proibito erano i Moretti o le caramelle Pez, dove le banane venivano vendute dal benzinaio e i fumatori sapevano di mentolo.

Per noi, bambini di frontiera, entrare in questo strano mondo voleva dire fare pochi chilometri ed andare nel paesino di Stabio: così vicino e così lontano da noi, legato all’Italia da sempre, ma sideralmente diverso. E’ ancora così?

“Gli italiani? Non se ne sono mai andati, a dire la verità. Al massimo sono un po’ aumentati, ultimamente”. A parlare è la commessa del Migros di Stabio, alla cassa da anni nel piccolo punto vendita della fondazione che ha rivoluzionato il commercio svizzero. Un supermercato piccolo ma mitico, per quelli che passano spesso la frontiera: al Migros si comprava il latte, e poi lo si nascondeva sotto i sedili, quando della libera circolazione delle cose non si poteva nemmeno parlare. Al Migros si comprava anche a minor prezzo e qualità alta il cioccolato o i wurstel “alla tedesca”, quando poi non ci si “lanciava” in calze sportive o cancelleria oppure coltelleria freak.

“Qua gli italiani sono sempre venuti – conferma anche una figura fondamentale del paesino: il dottor Pestoni, titolare della farmacia omonima – Perchè vengono a comprare i farmaci che non si trovano in Italia”. Una richiesta, perciò, che non ha mai subito flessioni." Esatto. E’ vero che con l’aumento della vostra benzina hanno fatto capolino un po’ più persone, ma io non posso proprio dire che siano spariti e poi ricomparsi”.

Il giro di Stabio, di solito, comprendeva anche il negozio della Calida, la marca dei pigiamini alla Star Trek: stava tra la banca (Una piccola filiale UBS che qualche auto con targa italiana ce l’ha sempre davanti) e la Posta. Al suo posto ora c’è un “tutto a 2 franchi” simile a quei “tutto a 1 euro” spalmati per tutta l’Italia. A gestirlo, ovviamente, un’italiana: “Siamo aperti da qualche mese, clientela sia svizzera che italiana” spiega. Chiediamo che fine abbia fatto il negozio Calida,  risponde che è tra la Coop (il supermercato più grande del paese) e la Banca Raffeisen. Gli italiani non se ne sono andati nemmeno da lì.

Puntiamo diritto verso la frontiera, cioè verso la fila di benzinai vecchi e nuovi che costellano i lati della strada. Qui qualcosa dev’essere pure successo: alcuni di questi sono in disuso, uno si è trasformato in un ufficio di cambio, in un altro parcheggiano tristemente un paio di auto nel punto in cui una volta c’erano le pompe.
Entriamo dal benzinaio storico, l’Agip che si trova a destra dopo la frontiera, un fabbricato anni sessanta . “Se sono tornati gli italiani? Certo che sì! –  risponde allegramente Giovanni, una colonna di questa fascia di frontiera – è cominciata un anno e mezzo fa, prima poco poco e poi progressivamente sempre di più. Anche se quelli dei paesi vicino al confine, a dire il vero, non se ne sono mai andati. Sono sempre venuti qui, un po’ per abitudine e un po’ perchè è più comodo”. Ma solo per la benzina o anche per le sigarette o qualcos’altro ancora? “No, solo la benzina ha ancora questa convenienza: comprare una stecca di sigarette da noi fa risparmiare quattro euro, non vale più la pena. Certo, se uno è già qui a fare benzina già che c’è risparmia anche su quello. Ma non vengono più i fumatori apposta per quello”.

La benzina, invece, vale davvero il viaggio: quella a 95 ottani, la più economica (in Svizzera c’è anche una super plus a 98 ottani), all’Agip di Giovanni – a dire il vero del suo proprietario svizzero – costa 1 franco e 91, che in euro fa 1 e 18. Una cifra bassisima, anche per chi sta nella fascia A dello sconto benzina, che riesce a diminuire solo di 17 centesimi l’euro e mezzo del litro di benzina italiano.

L’Agip di Giovanni ha anche un altro straordinario vantaggio: gli espositori pieni delle prelibatezze che per noi bambini anni ’60 erano esotiche. Dai Moretti al Toblerone, dall’Ovo Sport alle caramelle Pez, dal latte condensato alle Ricola. Un vero tuffo nel passato.
Tutto diverso dalla Shell di fronte: 11 pompe e un supermercato Piccadilly che ha un muro di sigarette e un altro muro di caramelle. “Gli italiani? E quando sono andati via?” mi risponde la cassiera, che ha un sistema di rilevazione della spesa tutto automatizzato. Questa proprio non me l’aspettavo.
“Voi siete il benzinaio più grosso della zona: non è possibile che non abbiate avuto almeno il contraccolpo della carta sconto benzina” Sbotto.
“Guardi, i primi tempi sìi, il contraccolpo c’è stato. Ma poi hanno ricominciato presto a ritornare qui: prima quelli vicino alla frontiera, poi tutti gli altri. E adesso è tornato tutto normale”.

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Pubblicato il 27 Maggio 2008
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