Varese e Cina, un dialogo proficuo
L'incontro degli Industriali varesini con i rappresentanti di Tianjin nel solco di un trend in continua ascesa: esportazioni Varese-Cina aumentate nel 2007 del 28 per cento
Non sono più i tempi in cui si guardava alla Cina per “strappare” costi di produzione più bassi rispetto ai nostri: oggi il mercato guarda a quel grande paese con un altro spirito, quello di inserirsi in un grande mercato in forte espansione.
Superata la tentazione di “starsene alla larga”, è arrivato così il momento di considerare in quale modo le unità produttive del nostro Paese possono avere vantaggi da quel mercato, malgrado gli ancora presenti aspetti critici, come la contraffazione.
E’ con queste premesse che si è tenuto l’incontro organizzato dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese nella sua sede di Gallarate tra esponenti varesini e esponenti istituzionali dell’area economica di Tianjin. Tianjin è una città cinese a 120 km da Pechino, nella regione del Bohai, uno dei tre principali bacini industriali sul quale il governo cinese ha investito in politiche per lo sviluppo. Gode di una posizione strategica che unita ad un buona rete logistica la rende un ottimo punto di accesso al mercato cinese, con settori industriali interessanti come la tecnologia elettronica ed informatica, la produzione automobilistica, quella biotecnologica e farmaceutica: insomma, un mercato credibile.
Con cui vale la pena dialogare: tant’è che a farlo sono stati, per parte varesina, il presidente dell’Unione Industriali Michele Graglia e il direttore Vittorio Gandini. La delegazione cinese invece era composta dagli esponenti del parco industriale Tianjin Xiqing Economic Development Area (XEDA) nato nel 1992: tra gli altri, Zhang Ying, Vice Direttore di Tianjin Economic Development Area Administrative Committee e Gao Fuguang, Chief of Business Departement Tianjing Economic Development Area Administrative Committee.
Il dialogo tra le due realtà, siglato nell’incontro di ieri, sta a dire il vero già dando i suoi primi frutti: le esportazioni della provincia di Varese verso la Cina negli ultimi due anni hanno infatti viaggiato ad un ritmo a due cifre. I 204,9 milioni di euro messi a segno nel 2007, hanno rappresentato un aumento del 28,06% rispetto ai livelli del 2006 e del 58%, rispetto ai 129,7 milioni del 2005. A farla da padrona soprattutto le macchine e gli apparecchi meccanici: che si sono ritagliate una quota, sul totale dell’export varesino 2007, del 54,7%. Seguono i mezzi di trasporto (12,3%), i prodotti chimici (10%), il tessile-abbigliamento (8,8%), le macchine elettriche e le apparecchiature elettroniche (7,8%).
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