Battaglia del San Martino, per non dimenticare
Si è svolta domenica 8 giugno la celebrazione del 65° anniversario dello storico evento
Si è svolta domenica 8 giugno a Duno la celebrazione del 65° anniversario della Battaglia del San Martino. La commovente cerimonia si è svolta anche quest’anno alla presenza di autorità e di un folto pubblico. Ad accompagnare i vari momenti la Società Filarmonica Caravatese.
La battaglia del San Martino rappresenta il momento più significativo della Resistenza nel Varesotto. Su questa vetta affacciata alla Valcuvia un gruppo di militari al comando del colonnello Carlo Croce, medaglia d’oro al valor militare alla memoria, per due mesi oppose resistenza al dominio nazista nelle vecchie fortificazioni della linea Cadorna. Romano, classe 1892, già ferito e decorato sul Carso nella Grande Guerra, Croce era stato richiamato in servizio nel 1940 con il grado di tenente colonnello; nel 1942 era sfuggito all’inferno del fronte russo. L’8 settembre era di stanza a Porto Valtravaglia con un distaccamento del 3° reggimento Bersaglieri. Con i suoi soldati e con altri patrioti unitisi al gruppo (civili e ufficiali di altri reparti, come ad esempio il capitano di artiglieria Enrico Campodonico e il sacerdote Mario Limonta), Croce si arroccò in cima al San Martino, fondando una banda che volle chiamare "Esercito Italiano – Gruppo Cinque giornate". Per due mesi il gruppo reistette e non attaccò il nemico attestandosi, armati e ben organizzati a ridosso delle fortificazioni del generale Cadorna. I tedeschi cercarono di indurli alla resa, poi, il 13 novembre 1943, scattarono all’assalto con gli Stuka – i temibili bombardieri in picchiata e con 3.000 uomini armati. Croce guidò i suoi 180 partigiani con abilità e sangue freddo, da veterano quale era, resistendo due giorni al martellamento nemico. Infine, ferito egli stesso, Croce si aprì la strada verso la Svizzera e la salvezza con i sopravvissuti, salvando anche i feriti più gravi e ritirandosi per ultimo dopo aver fatto saltare il forte. I tedeschi, aiutati da carabinieri e finanzieri che attorniavano la zona, riportarono una trentina di caduti.
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