L’omaggio ai minatori di Davide Van De Sfroos
Il cantautore ha presentato mercoledì in biblioteca il nuovo album dal titolo “Pica”, di fronte a oltre 200 persone
«I minatori vivono nell’ombra e meritavano una luce». Davide Van De Sfroos ha presentato il suo ultimo cd in biblioteca a Tradate, mercoledì 4 giugno. L’opera si intitola “Pica”, in riferimento proprio al picchiare e allo scavare dei minatori (quelli valtellinesi di Frontale, in particolare) sulla roccia, .
Il cantautore laghée è stato intervistato dal giornalista Damiano Franzetti, di fronte a oltre 200 persone accorse per incontrarlo. «Non posso raccontare cose che non conosco – ha spiegato il cantautore rispondendo alla domanda su dove trovi le storie che racconta -. Ho incontrato le persone, le ho ascoltate, ho vissuto le loro paure, i loro ricordi e da lì mi sono fatto coinvolgere per la creazione di questo album di cui sono molto contento».
Affrontato anche il momento d’oro che sta vivendo, con il cd che ha raggiunto il quarto posto nella vendite a livello nazionale, e soprattutto il concerto tutto esaurito al Forum di Assago, ad aprile. «Una delle cose che più ricordo è il boato all’ingresso sul palco – ha raccontato – una cosa che non scorderò mai. Anche se per noi suonare per pochi intimi o 11 mila persone è, e dovrà sempre essere, la stessa cosa».
Davide ha poi affrontato diversi altri temi, alcuni dei quali proposti dal pubblico presente. Dalla televisione («Non entra da sola nelle nostre case, abbiamo facoltà di spegnerla») alla musica folk («è "rotonda" come tutte le cose che ci propone la natura. Si fa fatica a sentire nei circuiti maggiori perché quelli sono "quadrati", sono opera dell’uomo e della sua voglia di catalogazione»), fino a parlare del suo rapporto con Milano, la grande metropoli, e con la musica. Una serata piacevole, conclusa con una lunga sessione di autografi su cd, libri e maglietti.
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