L’addio di Zabel, una vita a braccia alzate
Il campione tedesco annuncia il proprio ritiro a fine stagione. Sedici anni di successi, tra cui spiccano quattro Milano-Sanremo e tredici tappe al Tour.
«Dopo sedici anni è arrivato il momento di dire basta». Si chiude così la carriera di Erik Zabel, uno dei più grandi velocisti nella storia del ciclismo mondiale. Con
Sedici anni di fatica, sudore e vittorie. Tante vittorie. Un elenco quasi infinito: tredici tappe al Tour (sei volte maglia verde a Parigi) e sette alla Vuelta, quattro Milano-Sanremo, due Parigi Tours, una Amstel Gold Race, due volte campione tedesco su strada e l’edizione della Coppa del Mondo 2000. Unico rammarico quello di non aver mai indossato la maglia iridata, sfuggitagli per un soffio sia a Verona 2004 (secondo dietro Freire) sia a Salisburgo 2006 (preceduto da Bettini). «Rispetterò il mio contratto con il Team Milram per poi lasciare a fine stagione – aggiunge Zabel – Voglio però ringraziare tutte le persone che mi hanno accompagnato in questi anni, dai colleghi ai tecnici ai dirigenti». Il campione tedesco pronuncia queste parole senza lasciar trasparire emozioni, ma possiamo immaginare come il suo cuore sia in preda a sentimenti contrastanti. Il tempo passa per tutti: Erik lo sa e non ha rimpianti, pronto a disputare nuove volate. E allora in bocca al lupo Erik, anzi…Viel Glück .
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