Violenza su una tredicenne, il falso frate va a giudizio
E' fissato per il 19 febbraio prossimo il giudizio immediato per Alberto C. reo di aver abusato di una ragazzina
Andrà a giudizio immediato il 19 febbraio prossimo Alberto C. il falso frate arrestato l’8 maggio scorso con l’accusa di violenza sessuale su minore, detenzione di materiale pedopornografico e creazione di materiale pedopornografico ai danni di una minore che aveva scritto tutto in un tema a scuola. Da qui è scattata la denuncia e l’arresto. L’uomo, un 50enne, aveva presentato la patente di frate e aveva circuito la madre della bambina, ignara di quanto il frate facesse in quelle ore nella camera della tredicenne.
La sua non era vera fede (come confermato dallo stesso ordine francescano provinciale), era invece, secondo le accuse, malizia pura: da quanto emerso dalle testimonianze della piccola la scusa per gli incontri in camera era questa: «Io sono il tuo angelo custode, tu devi pregare di più». Poi le prendeva le mani, le diceva di chiudere gli occhi, e infine la toccava con scuse abbiette, come la «trasfusione di cellule» per consentirle di andare in paradiso. Nessuno andava però in paradiso, con quegli incontri fissati ogni giovedì, che si sarebbero protratti tra l’agosto e il novembre del 2007. L’uomo, dopo il primo interrogatorio, aveva confessato la gran parte dei misfatti. Per lui sarà giudizio immediato in quanto è presente l’evidenza della prova, le foto scattate col telefonino alla minorenne, e si profila un rinvio a giudizio.
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