“Ristabiliamo le priorità”
Intervento dei socialisti in risposta al Partito Democratico
riceviamo e pubblichiamo
Al Pd di Saronno auguri, auguri, auguri per le primarie.
Auguro a Nicola Gilardoni e al Partito Democratico di Saronno tantissimi auguri. Spero che il percorso intrapreso di selezione del candidato sindaco per le prossime amministrative riesca pienamente e dia i frutti auspicati. Ma basta con le bugie e con accuse infondate. Dove sta la nostra violenza? Nel dire che il candidato del PD non è meccanicisticamente quello della coalizione e che anche l’elettorato socialista ha il diritto di scegliere il candidato, eventualmente, di tutti? Nel dire che abbiamo proposto l’unità riformista con una lettera aperta pubblica fin da settembre? Noi non abbiamo livore nei confronti di nessuno. Vogliamo soltanto chiarezza. Per il resto abbiamo rispetto delle autonome e legittime scelte di tutti.
Il caso di Saronno non è unico, anche in altre realtà, in altri comuni della provincia esponenti socialisti mi segnalano lo stesso atteggiamento poco incline al confronto, poco incline alla condivisone di percorsi comuni. Sappia, però, il PD che non temiamo scelte autonome.
Per noi socialisti la polemica è finita. Non ci sentiamo l’ombelico del mondo come il Pd di Saronno.
Noi abbiamo altre priorità. Invito pertanto il segretario socialista di Saronno a dedicarsi ad altro, non perdere tempo e a proseguire nella raccolta di firme per l’iniziativa di legge popolare che mira ad eliminare dalle bollette dell’Enel, del Gas e della Telecom, dell’Acqua i costi impropri. Separare i costi dei reali consumi dalle imposizioni fiscali può portare a centinaia di euro di risparmi per le famiglie.
In tempo di crisi come l’attuale non interessa a nessuno l’autoreferenzialità dei partiti, pure quella del Pd e del suo segretario. Anche il Saronnese vive una situazione difficile e noi socialisti sentiamo l’obbligo politico e morale di condurre la battaglia per evitare che peggiorino le condizioni di vita dei cittadini meno abbienti, meno tutelati. Ci sentiamo in obbligo di condurre battaglie per quei giovani che da precari stanno diventando disoccupati, per quei lavoratori che in provincia sono stati messi o stanno per esserlo in cassa integrazione. La priorità è battersi contro la crisi.
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