Cinquecento morti e migliaia di feriti
Il bilancio dell'operazione Piombo fuso
L’operazione ‘Piombo fuso’, cominciata una settimana fa, ha scatenato nella Striscia di Gaza una grave crisi umanitaria in un territorio povero e sovrappopolato, con una densita di 4117 abitanti per chilometro quadrato e indici di disoccupazione che si aggirano intorno al 50%. Ecco alcune cifre relative alla crisi:
– Almeno 438 palestinesi sono rimasti uccisi durante gli attacchi, di cui 75 bambini e 21 donne. Secondi le fonti mediche palestinesi i feriti sono circa 2300. – Le incursioni israeliane hanno colpito Gaza in media ogni 20 minuti, più frequentemente durante la notte. – Gravi i conseguenti danni: più di 600 gli obiettivi centrati, tra strade, infrastrutture, edifici governativi e posti di polizia. – Il sistema sanitario, già in difficoltà dopo 18 mesi di blocco israeliano, è collassato. – Circa 250.000 persone, su una popolazione di un milione e mezzo, sono senza elettricità. – L’acqua corrente non è sempre disponibile, le fognature si sono riversate nelle strade dopo che il principale canale di scarico è stato colpito. -Gas e carburante sono introvabili nei mercati, dove scarseggiano anche farina, riso, zucchero, latticini e conserve. – Secondo il Programma alimentare mondiale dell’Onu (Pam/Wfp,World food programme) circa l’80% della popolazione dipende da aiuti alimentari esterni. – Israele, da quando sono iniziati gli attacchi, autorizza in media il passaggio di 60 camion di soccorsi al giorno; prima che nel giugno 2007 Hamas prendesse il potere a Gaza, la media giornaliera era di 475. – Il valico di Nahal Oz, dove giungevano le importazioni di carburante, è stato chiuso dopo l’inizio dell’offensiva israeliana. – Le scuole hanno chiuso, mentre alcuni edifici scolastici ospitano chi è dovuto fuggire dalla propria casa distrutta. – Le banche sono chiuse per mancanza di liquidità.
(Scheda dell’agenzia di stampa italiana Ansa con contributi anche da altre fonti)
da Misna.org
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