In commissione la disfida Parco Alto Milanese-Protezione civile
L'estate scorsa la prociv bustese fu rimpiazzata dai colleghi di Legnano. Questione di soldi per il PAM; ancora amareggiato il dirigente dei volontari Piovesan
È andata in scena in commissione bilancio e affari generali la disfida tra la protezione civile di Busto Arsizio e la presidenza del Parco Alto Milanese (PAM), rispettivamente nelle persone di Davide Piovesan e Luca Rossi. Alle spalle l’atto con cui il PAM l’estate scorsa diede il benservito ai volontari bustesi dopo sette anni di onorato servizio, sostituendoli con i colleghi di Legnano. Un gesto dettato da considerazioni puramente economiche secondo Rossi; una misura improvvisa, piombata fra capo e collo e resa più amara da alcuni commenti successivi, nella polemica accesasi fra le parti, per la protezione civile bustese. Posizioni immutate oggi, ma per lo meno ci si è confrontati e parlati, presenti i commissari e ben tre assessori: quello al bilancio, Giovanni Paolo Crespi, alla sua prima presenza (é la sua commissione, ma non era il suo giorno dato l’argomento), quello alla sicurezza Walter Fazio e il suo immediato predecessore Luciano Lista, ora responsabile, fra le varie deleghe, di parchi e verde. L’occasione, un’interrogazione a firma di Corrado (Rifondazione) per chiarire le circostanze in cui alla protezione civile bustese non è stato più rinnovato l’incarico di garantire il soccorso e la sicurezza – in senso lato, non di ordine pubblico – dei visitatori del parco.
La lettura della memoria presentata dalla prociv bustese insiste sul concetto di un vero e proprio “sfratto” «con soli quattro giorni di preavviso» dai locali occupati presso la sede del parco. Un’attività proseguita sette anni, «24 ore su 24, 365 giorni l’anno» con volontari disponibili su tre turni, il tutto per trentamila euro l’anno, sufficienti a coprire le spese ma nulla più. Una cifra però già troppo grande per il Parco che si è guardato attorno (nelle parole del presidente Rossi) e ha avanzato le sue condizioni per il rinnovo del contratto di collaborazione – la protezione civile, come onlus, non partecipa a vare e proprie gare d’appalto. Di fronte alla necessità del parco di ridurre gli oneri, la prociv bustese ha risposto riducendo il servizio nella fascia notturna, che secondo Piovesan era quella meno problematica. Tesi esattamente contraria quella di Rossi, che ricorda i problemi causati da frequentazioni sospette di vario tipo, anche da alcune chiassose feste di sudamericani che avevano causato forti lamentele tra i residenti della zona. Inoltre la prociv bustese si riproponeva a 24.000 euro, i colleghi legnanesi a 21.000. Detto fatto: si è cambiato cavallo, mossa economicamente ineccepibile ma che ha fatto restare molto male il centinaio di volontari bustesi. Ancora più amareggiato si è detto Piovesan per dichiarazioni di Rossi uscite sulla stampa quest’estate e che avrebbero svalutato il ruolo sin lì svolto: «i volontari vanno invece gratificati per il loro lavoro, sono qui a difenderne il buon nome».
Di sfratto non si può parlare secondo Rossi: «interruzione naturale di un contratto». Nel “bando” del Parco (che in realtà non è propriamente un bando, per i motivi già esposti) si richiedeva una copertura continua, anche di notte, con presenze e perlustrazioni: la protezione civile segnala ogni presenza sospetta alle forze dell’ordine, e funge in qualche modo da deterrente. Intanto la “nuova gestione” dei servizi di assistenza ai visitatori del parco da parte dei “cugini” legnanesi qualche risultato lo ha dato: «Sono stati loro i primi a segnalare i tagli indiscriminati a Legnano. Intanto abbiamo salvato circa 6000 dei 9000 metri quadri su cui volevano tagliare, facendo notare al Comune di Legnano che non rientrano nel mappale interessato» «Per anni abbiamo segnalato tagli abusivi» aveva ringhiato poco prima Piovesan «ma nulla è stato fatto. Ora sarà un problema dei tecnici del parco».
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Cittadini svizzeri al voto il 29 novembre per decidere sull’uso dei fuochi d’artificio
principe.rosso su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
lenny54 su Monteviasco, la pazienza è finita: "Otto anni di attesa, ora basta. Vogliamo poter vivere il nostro paese"
Felice su Ritrovare la terra: sotto l’asfalto c’è una risposta al riscaldamento globale. Serve partire
lenny54 su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
Felice su Carenza dei medici di base, in due distretti su sette il 64% degli "orfani": Azzate e Tradate in difficoltà






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.