Io mamma con la carrozzina “discriminata” dalla banca
Il racconto di una mattinata passata fra porte che non si aprono e documenti firmati al freddo. La banca parla di una procedura di sicurezza "applicata forse in modo troppo zelante"
Giovedì 12 febbraio, durante l’ora di apertura pomeridiana, mi sono recata presso la filiale di Gavirate della UBI, Banca Popolare Commercio & Industria per svolgere una banale procedura di pagamento tramite modulo F24.
Arrivata davanti all’ingresso mi sono subito resa conto che la carrozzina con il mio bambino dormiente di 6 mesi non poteva passare attraverso le strette doppie porte automatiche a cilindro, così sulla destra ho notato un "confortante" simbolo di disabile (logo con carrozzina) posto su una grande porta facilmente attraversabile sia da un disabile su carrozzina che da una mamma con neonato in carrozzina al seguito. Fiduciosa ho suonato il campanello e dopo un’inutile attesa ho sbirciato dal vetro notando tre impiegati infastiditi che scuotendo la testa mi facevano segno di passare dalle porte automatiche. Io a quel punto ho palesato la presenza della carrozzina con il mio bambino all’interno ma l’atteggiamento non cambiava. Dopo un po’ di "comunicazione" attraverso il vetro dell’ampia porta ho sentito il gracchiare di un citofono; un ligio impiegato mi chiamava dicendo che il regolamento non gli consentiva di aprire quella porta! Nonostante gli abbia fatto notare che quello era l’unico accesso possibile e ufficialmente dedicato ai disabili visto il simbolo apposto, non ho potuto far valere il mio diritto di entrare in banca; mi è stato consegnato il modulo FUORI dalla sede della banca, sul marciapiede: io e il mio bambino trattati alla stregua di due cani, o i cani possono entrare con i loro padroni? Lo stesso impiegato angelicamente mi ha suggerito di prendere in braccio il mio bambino e di entrare, ma che difficoltà fargli capire che:
1°- il bimbo dormiva
2°- compilare un modulo e pagare alla cassa con 8,200 Kg in braccio non è proprio facile
3°- abbandonare la carrozzina e la relativa borsa necessaire in strada era rischioso
Potrei continuare con innumerevoli sgradevoli dettagli, ma ciò che rimane è la consapevolezza di essere stata discriminata in quanto mamma di un neonato.
Non bastano le barriere architettoniche, i gesti poco civili quali parcheggiare le auto sui marciapiedi o sulle strisce pedonali, ora anche la filiale di Gavirate della Banca Popolare Commercio & Industria si aggiunge alla lunga e triste lista di chi procura disagi ai disabili e alle mamme con neonati in carrozzina al seguito.
Donata Perticucci
* * *
Come richiesto di Varesenews, nella serata di venerdì 13 febbraio la banca risponde con una puntualizzazione:
In relazione alla lettera al Direttore, pubblicata oggi 13 febbraio 2009, intitolata Io mamma con la carrozzina "discriminata" dalla banca, vogliamo solo fornire la nostra sintetica versione dei fatti, rigettando le accuse di discriminazione, facili e superficiali, mosse al nostro Istituto.
Ci dispiace che un normale e corretto rispetto delle procedure interne in materia di sicurezza e prevenzione rapine, volte a tutelare anche dipendenti e clienti presenti all’interno dei locali, applicato forse in modo troppo zelante, sia stato immediatamente equiparato a un operato discriminatorio e incivile nei confronti di una persona non conosciuta dagli addetti allo sportello.
Senza voler annoiare i lettori con i dettagli operativi delle suddette procedure, è facilmente comprensibile che, accedendo allo sportello attraverso l’ingresso riservato ai disabili, si sarebbero evitate le forme di controllo effettuate normalmente nelle “bussole”.
L’addetto, trattandosi di persona sconosciuta, ha ritenuto di non dover correre un tale rischio; in ogni modo, ci risulta che abbia cercato di soddisfare le richieste della Signora, probabilmente solo in modo parziale. Siamo dispiaciuti per l’accaduto, perché il tentativo di offrire comunque un servizio non è stato compreso completamente.
Banca Popolare Commercio e Industria
* * *
A conclusione della vicenda, riceviamo e pubblichiamo il commento della signora che ha mandato la lettera.
Caro Direttore,
ringrazio tutti per aver espresso il proprio pensiero e visto l’interesse suscitato tengo ad alcune precisazioni. Quando l’impiegato della Popolare Commercio & Industria è uscito in strada per consegnarmi il modulo ha potuto verificare che all’interno della carrozzina era custodito un neonato e non delle armi. Ma l’ingresso mi è comunque stato negato nonostante il controllo. Avrei anche mostrato i miei documenti se richiesto. Il famigerato F24 però, a quel punto, equivaleva a carta straccia non potendolo compilare, pagare allo sportello e ricevere la relativa ricevuta all’esterno della banca, in strada ribadisco.
Ma il lieto fine esiste! Fortunatamente a pochi minuti dall’orario di chiusura ho trovato una banca molto disponibile che era disposta a farmi entrare con la carrozzina ma, per non farmi aspettare il tempo necessario per espletare la procedura di sicurezza che consiste nell’avvisare la vicina stazione dei carabinieri dell’apertura della porta secondaria, una gentilissima impiegata ha sorvegliato il bambino sull’uscio della banca mentre io ero impegnata all’interno.
Questo mi sembra una giusta e sensata collaborazione, nata in modo spontaneo da parte degli impiegati di quella banca.
Questo dimostra che la sensibilità di percepire le situazioni veramente cambia da persona a persona; probabilmente anche a seconda del proprio vissuto e della propria realtà di vita e che i regolamenti possono essere usati in modo arbitrario.
Spesso basterebbe solo metterci nei panni degli altri prima di giudicare ed agire di conseguenza.
Cordiali saluti a tutti
Donata Perticucci
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
lenny54 su Monteviasco, la pazienza è finita: "Otto anni di attesa, ora basta. Vogliamo poter vivere il nostro paese"
Felice su Ritrovare la terra: sotto l’asfalto c’è una risposta al riscaldamento globale. Serve partire
lenny54 su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
Felice su Carenza dei medici di base, in due distretti su sette il 64% degli "orfani": Azzate e Tradate in difficoltà
battistapoma su Cervo intrappolato a Castano Primo nel Canale Villoresi salvato dai vigili del fuoco






Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.