Frode fiscale da trecento milioni di euro
Quattordici ordinanze di custodia cautelare (9 in carcere e 5 ai domiciliari), trenta aziende coinvolte, ventitrè decreti di sequestro preventivo e quarantuno perquisizioni nell’operazione “Master Mountain”
Frode fiscale da trecento milioni di euro. Quattordici ordinanze di custodia cautelare (9 in carcere e 5 ai domiciliari), trenta aziende coinvolte, ventitrè decreti di sequestro preventivo e quarantuno perquisizioni. È il risultato dell’operazione “Master Mountain” ordinata dal gip del Tribunale di Milano Alessandra Cerreti nei confronti di persone ed imprese coinvolte in una frode fiscale di grosse dimensioni. Le indagini, partite nel 2007 e coordinate dal pm Bruna Alberini, hanno permesso di disarticolare un’associazione a delinquere che operava tra Italia, Spagna, Inghilterra, Austria e San Marino. L’organizzazione aveva messo in piedi un sistema ingegnoso per evadere l’Iva, la cosiddetta “frode carosello”: si basa sul ricorso a società utilizzate per acquistare e rivendere merce solo cartolarmente, dissimulando l’effettiva transazione commerciale che avviene tra due soggetti realmente operanti, con l’unico scopo di evadere l’imposta sul valore aggiunto. Il sistema di frode, oltre a creare un debito Iva di 150 milioni di euro mai versato al fisco, prevedeva anche l’emissione di fatture false, vendite in nero e sovrafatturazioni nei confronti di alcune società del gruppo che si spartivano, poi, l’Iva evasa. In collaborazione con l’autorità giudiziaria e la polizia civile della Repubblica di San Marino sono stati sequestrati 4 milioni di euro giacenti su conti utilizzati dall’associazione a San Marino oltre ad un fondo patrimoniale di circa 1 milione di euro. Nell’operazione sono stati impiegati oltre 150 finanzieri delle unità specializzate della polizia tributaria del comando provinciale di Milano con la collaborazione dei reparti della Gdf di Brescia, Bergamo, Varese, Monza e Parma.
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