Grassia: “Protesterò col governo se non ci darà 4 milioni”

Da Roma arriverà 1 milione di euro in meno di trasferimenti Ici

Protesterò con il governo se non ci daranno tutti i fondi Ici che ci spettano”. L’assessore al bilancio, Ciro Grassia, prende atto delle difficoltà della finanza locale, e rilancia. “Il 30 aprile andrò ad autocertificare il nostro bilancio e il governo ci dovrà garantire i trasferimenti che abbiamo previsto e che ammontano a  4 milioni e 700mila euro. Se la cifra non sarà quella, a quel punto dovrò dire che non siamo d’accordo”. Il buco nei conti è stato messo in evidenza da Alessandro Alfieri, consigliere comunale del Pd che ha fatto una ricognizione nel documento di programmazione in discussione in consiglio comunale. Da cosa deriva? Semplice. Al momento di redigere il bilancio preventivo, l’assessore ha messo nel documento, tra le previsioni dei trasferimenti da Roma, la cifra che il governo aveva a suo tempo indicato. Recentemente, come è emerso nelle assemblea dell’Anci (l’associazione dei comuni italiani) il Governo ha paventato una riduzione dei trasferimenti Ici. La svolta al ribasso è stata confermata dai dati pubblicati sul sito internet, del ministero dell’Interno, nella sezione finanza locale. E in quella graduatoria c’è scritto 3 milioni e 700mila euro, e non i 4 milioni e  700mila euro.
Ora, il Pd propone agli assessori di ridursi le indennità. Ma al di là della sferzata polemica, resta il problema dei numeri. Ciro Grassia, di mestiere, fa il commercialista e sa che i numeri non si inventano: “Da qualche parte bisogna trovare i soldi – spiega – il mio compito è quello di razionalizzare per cercare di far quadrare i conti, ed è per questo che ho preparato un piano delle alienazioni. Inoltre, ho fatto delle proposte di risparmio in vari settori e ho anche proposto di accorpare le scuole. Bisognerà trovare una soluzione, altrimenti,  ad esempio, rischiamo di fare saltare alcune manutenzioni per quest’anno”.
Questa è la situazione in cui versano i conti locali in questo momento. Mentre in parlamento si discute di federalismo fiscale, tutti i comuni d’Italia hanno le casse vuote. Due i punti principali contestati dalle associazioni degli enti locali. L’abolizione totale dell’Ici, una misura decisa dal governo a favore dei proprietari di case, sta dispiegando i suoi effetti collaterali: i comuni sono stati privati dell’entrata più importante. Non si tratta solo di soldi, ma anche della possibilità di fare programmazione. Al suo posto, c’è un trasferimento dal governo che però non ha tempi e cifre certe come prima. La protesta va avanti da mesi. La maggioranza dei sindaci italiani protesta i tagli dei trasferimenti, sia da destra, che da sinistra. Altri, invece, come Catania e Roma, per sbloccare investimenti e risanare conti (o sprechi), hanno avuto soldi dal governo, in deroga a ogni regola.

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Pubblicato il 17 Marzo 2009
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