Piano case, la Lombardia non aspetta il Governo
I Comuni che già prevedono nei loro piani del territorio l'ampliamento del 20% potranno consentire un ulteriore 20% nel caso siano utilizzati materiali di ultima generazione per la costruzione
La Giunta della Regione Lombardia mercoledì 3 maggio dovrebbe approvare un progetto che prevede la possibilità di ampliare del 20% le abitazioni. Per i Comuni che avevano già previsto questa possibilità si passerebbe al 40 mentre per i capannoni da abbattere e ricostruire l’ampliamento previsto è fino al 30 %. Il "piano casa bis" comincia a prendere forma, ma solo grazie alla mobilitazione delle Regioni stesse.
La bozza di Decreto Legge è stata discussa nella Conferenza Stato-Regioni a metà maggio ma non è stato raggiunto l’accordo. Tutto rimandato, quindi, alla prossima Conferenza Unificata Stato-Regioni: il Governo ha confermato, infatti, l’intenzione di portare il testo in Consiglio dei Ministri solo dopo aver raggiunto l’accordo con le Regioni.
Prorogato anche il termine entro il quale le Regioni devono emanare le proprie Leggi Regionali attuative del Piano. Il Presidente del Consiglio Berlusconi ha affermato che queste Leggi dovranno essere approvate entro il 31 Luglio 2009.
La Regione Lombardia, però si sta "portando avanti" e la bozza di legge regionale, che recepisce l’intesa Stato-Regioni, offre a privati, enti pubblici e imprese, la possibilità di rinnovare il patrimonio edilizio esistente in modo più esteso di quanto stabilito dalle linee guida nazionali.
Sono confermate, come si diceva, le possibilità di ampliamento del 20% e del 35% presenti nelle linee guida nazionali. Inoltre, i Comuni che già prevedono nei loro piani del territorio l’ampliamento del 20% potranno consentire un ulteriore 20% nel caso siano utilizzati materiali di ultima generazione per la costruzione.
Per quanto riguarda l’edilizia pubblica esistente è allo studio la possibilità della realizzazione di nuove volumetrie fino a un massimo del 40%, utilizzabile anche in aree diverse da quelle dove si effettua l’intervento di riqualificazione.
È probabile, infine, l’inserimento nel provvedimento della componente produttiva, con l’approvazione di norme necessarie a evitare il successivo abbandono.
Nessuna semplificazione verrà adottata per i comuni a rischio sismico. Potrebbe essere inclusa nella Legge Regionale anche la possibilità di demolire e ricostruire edifici residenziali del centro storico, che non abbiano comprovato valore artistico. Anche l’assessore regionale all’Urbanistica, Davide Boni, ha affermato che il Piano regionale è pronto e che sarà discusso nel più breve tempo possibile, anche in assenza dell’approvazione del Decreto Legge governativo.
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