Il governo privatizza l’acqua, la Lega dice sì
Presto il voto di fiducia sul “decreto Ronchi” che riguarda la liberalizzazione dei servizi pubblici locali
L’acqua verrà privatizzata. Lo vuole il Governo che si gioca la fiducia, con il beneplacito della Lega, che manda giù, è il caso di dirlo, l’amaro calice.
Si tratta del voto sul “decreto Ronchi” che stabilisce la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. La norma prevede anche che la quota di capitale in mano pubblica scenda sotto il 30%,.
Il provvedimento rende di fatto obbligatorie le gare per l’affidamento dei servizi da parte degli enti locali e vieta, quindi, salvo per casi eccezionali, l’assegnazione diretta a società prevalentemente pubbliche e controllate in maniera stringente dall’ente locale affidatario.
Il provvedimento rende di fatto obbligatorie le gare per l’affidamento dei servizi da parte degli enti locali e vieta, quindi, salvo per casi eccezionali, l’assegnazione diretta a società prevalentemente pubbliche e controllate in maniera stringente dall’ente locale affidatario.
Tra le norme più contestate la liberalizzazione dei servizi pubblici locali (prevista dall’articolo 15), che comprende la gestione dell’acqua. Anche se nel testo si precisa che la proprietà pubblica del bene acqua dovrà essere garantita. L’articolo in questione prevede che la gestione dei servizi pubblici locali sarà conferita "in via ordinaria" attraverso gare pubbliche e la gestione in house sarà consentita soltanto in deroga e «per situazioni eccezionali». Questa formulazione, secondo le opposizioni, apre la strada alle privatizzazioni. Non rientrano nella riforma la disciplina della distribuzione del gas naturale e dell’energia elettrica, il trasporto ferroviario regionale e le farmacie comunali.
«Voteremo la fiducia – dice il vicepresidente dei deputati del Carroccio, Marco Reguzzoni – ma avremmo voluto migliorare il testo per farlo corrispondere con la sua posizione storica a favore dell’acqua pubblica». Ora la Lega preannuncia la presentazione di un ordine del giorno al decreto, e non esclude la presentazione di modifiche già in finanziaria.
Il voto di fiducia è previsto per mercoledì alle ore 15, mentre quello finale è previsto per le ore 13 di giovedì.
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