Francesco è il primo abbonato: “Mi aspetto un bel Varese”
Alla Casa del Disco consegnate le prime tessere per la Serie B: a tirare il gruppo un 45enne di Varese: «La squadra di Fascetti il ricordo più bello». Mambretti, tifoso storico: «Vado nei parterre»
Quindici persone in fila alle 10 in punto che sono diventate presto trenta: la campagna abbonamenti del Varese si è aperta a buon ritmo davanti alla cassa della Casa del Disco, l’unico punto vendita autorizzato a rilasciare le preziose tessere che permetteranno di accedere alle partite della prossima Serie B.
Qualche intoppo nei primi minuti, dovuto al sistema informatico che supporta il circuito a cui si appoggia il Varese, e poi il via alla vendita che è accompagnata dalla sottoscrizione della "tessera del tifoso". La card "Sono Biancorosso" viene di fatto prenotata con un’autocertificazione e verrà consegnata in seguito.
A vincere la corsa "virtuale" per l’abbonamento numero uno è stato un 45enne di Varese, Francesco Migliorini (foto sopra), invogliato a sottoscrivere la tessera «perché spero in una stagione positiva: non voglio fare voli pindarici e mi auguro che per quest’anno il Varese faccia un bel campionato di B, poi si vedrà».
Francesco è un habituée del "Franco Ossola": «Lo scorso anno, per motivi familiari, non ho fatto l’abbonamento ma ho comunque visto quasi tutte le partite: la tessera però non è certo una novità, perché l’ho fatta parecchie volte nelle stagioni passate». Tra le tante, quella con il ricordo più bello corre proprio ai tempi della Serie B: «Io credo che il più bel Varese che io abbia visto sia quello di Mauti, di Rampulla, di Limido: la squadra dei primi anni Ottanta che giocava bene e sfiorò un risultato straordinario».
La coda alle sue spalle si gonfia: tra gli altri arrivano la prima donna, che non è una tifosa qualsiasi. Si tratta della signora Luisella Baccelli, nome che non dice molto al pubblico a meno di associarlo a quello del figlio: Luca Sogliano. Alle 10,30 spunta un altro volto storico, quello del signor Lario Mambretti (foto a lato) che alla sua verde età non rinuncia ad andare in trasferta: «Hanno riaperto il parterre: prendo un posto in quello della tribuna. Con i miei anni e con i malanni di mia moglie evitiamo di fare le scale e ci godiamo il Varese più vicini al campo». Dietro di lui sfilano un paio di ragazzi che potrebbero essere i suoi nipoti: quando il Lario sorride al fotografo con la vecchia tessera in mano, sembra un pugile che ha appena conquistato un titolo. La corona è quella della Serie B ritrovata.
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