Quindi?! Arriva Max Gazzè e conquista con musica e parole
Sabato 5 marzo, il cantautore romano ha fatto tappa al Teatro Fumagalli con il suo tuor, dando vita ad una serata di grande musica
É uno di quelli che lascia parlare la musica Max Gazzè. Un artista vero che quando incontri nella dimensione live, regala carica e forza suggestiva. Ieri sera, sabato 5 marzo, ha fatto tappa con il suo tuor a Cantù. In un piccolo teatro da seicento posti, dove per due ore e mezza è stato lasciato spazio alle note e alla parole.
Su un palcoscenico vestito solo di strumenti musicali, Max Gazzè si presenta dando vita ad una sessione acustica che sembra ricordare l’essenza della musica, quella che ha bisogno di un gruppi di artisti che hanno voglia di giocare con le note e nient’altro. Una voce, quella del cantautore romano, che arriva dritta alla pancia e che sembra
essere li per raccontarsi ad ogni spettatore presente in sala.
Si apre così il concerto comasco, parte della tournèe “Quindi?!”, intitolata come il suo ultimo progetto discografico. Un premessa al concerto vero e proprio che, nella seconda parte, vede invece un Max Gazzè più elettronico che conferma la sua passione di arrangiatore e musicista. Il palcoscenico si apre su uno spazio carico di strumenti che lasciano alla band la possibilità di sperimentare suoni in una versione meno "intima" e più rock.
Accompagnato da Clemente Ferrari, alla fisarmonica e alle tastiere, Giorgio Baldi alla chitarra e Luca Trolli alla batteria durante la serata omaggia vecchi e nuovi successi. Apre il concerto con “Su un ciliegio esterno” per poi presentare “Cara valentina”, “Siamo come siamo”, “Se piove”, “Elogio alla sublime convivenza”, “La cosa più importante”, “Il timido ubriaco”, “Questo forte silenzio”, “A cuore scalzo” e tanti altri brani per finire con “La favola”.
Una scaletta che gioca con i vezzi dell’artista e con musicisti che sanno dove far andare le note. E così, un brano si interrompe per lasciare spazio al Max Gazzè attore che interpreta i versi dell’Amleto di Shakespeare e un altro diventa il preludio di “Sunshine”. Un concerto carico di energia, di quelli che passano in un attimo e che coinvolgono il pubblico dall’inizio alla fine. Di quelli da tornare ad ascoltare.
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