Lettere d’amore alla moglie nella casa del delitto
C‘erano anche due lettere scritte a mano, sul tavolo dell’appartamento dove Mario Camboni ha ucciso la figlia Alessandra domenica sera
Parole d’amore scritte a mano, elaborate nelle lunghe ore di noia, all’interno del freddo monolocale del residence di Gavirate. (guarda la foto della vittima)
Le hanno trovate i carabinieri la notte del delitto. C‘erano anche due lettere scritte a mano, sul tavolo dell’appartamento dove Mario Camboni ha ucciso la figlia Alessandradomenica sera e ferito il figlio Federico. Due missive in cui l’ex maresciallo aveva scritto i propri pensieri malinconici per la fine della storia con la moglie. «Sono frasi di solitudine e di tristezza» dicono gli investigatori che le hanno esaminate nelle scorse ore. «Ma ci sono anche parole di amore rivolte alla moglie Maria Irene Zuretti». La donna che evidentemente Mario amava ancora e che però lo aveva dovuto allontanare, spalleggiata dai figli, per il suo carattere iroso.
Secondo gli inquirenti, tuttavia, da quelle frasi non si può evincere una premeditazione o un rancore specifico contro i propri familiari. Per questo, il raptus che l’ex maresciallo ha avuto la domenica di pasqua, quando ha brandito il coltello e assassinato Alessandra Camboni, rimane la manifestazione di una rabbia improvvisa, nutrita dalla solitudine di un uomo che, a torto o a ragione, si era sentito isolato e abbandonato.
Camboni sarà presto trasferito in un altro carcere e la procura chiederà la massima sicurezza, anche per tutelarne l’incolumità. Il suo avvocato, Maria Portalupi, ha paventato la possibilità di chiedere una perizia psichiatrica. Durante gli interrogatori, tuttavia, nonostante l’amnesia che riguarda il momento dell’accoltellamento, l’uomo è apparso al pm Luca petrucci lucido e in grado di rispondere.
L’incarico per l’autopsia sarà affidato giovedì mattina al medico legale Cesare Garberi, l’esame è fissato per il primo pomeriggio.
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