Teatro del Popolo atto secondo: denuncia alla Soprintendenza
Dopo l'articolo del nostro giornale un noto studio legale con alcuni cittadini ha inviato una lettera di denuncia alla Soprintendenza contro l'abbattimento dell'edificio Liberty
Il 17 giugno scorso VareseNews segnalava, con un articolo, l’avvenuto abbattimento del Teatro del Popolo di via Cairoli in Busto Arsizio, edificio del 1906 con delicate decorazioni Liberty.Il Teatro era parte di un complesso edilizio più ampio e di più vecchia costruzione, sede per oltre settant’anni della Cooperativa Operaia Edificatrice e di Consumo, organizzazione nata insieme all’edificio nel lontano 1897. L’articolo, segnalando l’abbattimento, ha sollevato una serie di ulteriori interventi sulla stampa locale, come e la presa di posizione di alcuni cittadini bustesi attenti alle storie e alle tradizioni culturali del territorio.La perdita del complesso architettonico dal tessuto socio-culturale e urbano è l’ennesimo scempio nel campo dell’architettura locale e rappresenta una ulteriore perdita della storia politica della città.
Certo, un semplice articolo che segnala l’ennesima indifferenza e scarsa cura della storia non nasce con la pretesa di veder interrompere l’abbattimento, sarebbe stato però auspicabile qualche presa di posizione in ambito politico, visto che, anche un edificio è parte del patrimonio pubblico. Al contrario un grande silenzio si è alzato dai banchi del consiglio Comunale e, insieme, la totale assenza e indifferenza della nuova giunta e del riconfermato Sindaco.
Intanto l’attuale società immobiliare diventata proprietaria dell’area, ceduta per i soliti trenta denari, grazie alla insipienza del consiglio amministrativo della municipalizzata AGESP., continua l’opera di demolizione. Colpo dopo colpo la parte interna del complesso, ben evidenziato dalla foto di questa ulteriore segnalazione, viene di locale in locale demolita. Come sempre ad abbattimento ultimato si lascerà spazio alla sola facciata, vanificando così, definitivamente, storia, tradizione e la natura architettonica dell’intero complesso urbano.
Ci piace segnalare che di questi giorni, tramite un noto studio legale, è nata una ulteriore presa di posizione da parte di alcuni cittadini. I quali, attraverso una lettera denuncia, sollecitano la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Ambientali ad adottare tutti quei provvedimenti di legge e porre un vincolo al bene culturale oggetto di distruzione. In particolare si ricorda al Soprintendente di adottare tutti gli strumenti a sua disposizione a partire dall’art. 10 e successivi del D.L. 42/2004 ed evitare così la prosecuzione dell’attuale azione demolitiva.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
lenny54 su Monteviasco, la pazienza è finita: "Otto anni di attesa, ora basta. Vogliamo poter vivere il nostro paese"
Felice su Ritrovare la terra: sotto l’asfalto c’è una risposta al riscaldamento globale. Serve partire
lenny54 su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
Felice su Carenza dei medici di base, in due distretti su sette il 64% degli "orfani": Azzate e Tradate in difficoltà
battistapoma su Cervo intrappolato a Castano Primo nel Canale Villoresi salvato dai vigili del fuoco










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.