“Quando si sale su una gru, è una sconfitta per tutti”
Antonio Massafra, sindacalista degli edili nella Uil, è duro nel commentare l'azione degli operai. "Meccanismi perversi per avere i soldi, timori su intermediazione del lavoro"
«Quando un lavoratore sale su una gru, abbiamo perso tutti». Antonio Massafra della Feneal Uil è duro nel commentare l’episodio di lunedì in un cantiere a Gallarate, dove due operai si sono arrampicati su una gru per chiedere soldi arretrati, per sé e per altri compagni rimasti a terra. «Le persone sulla gru sembra abbiano avuto un rapporto di lavoro con l’impresa, non si capisce se regolare o meno, a questo punto lo accerteranno i Carabinieri» spiega il sindacalista degli edili Uil. Che è preoccupato da quel che ha visto: «Quello che a noi fa più impressione è la presenza di altre due persone di nazionalità egiziana, che ci hanno dato l’impressione che il rapporto tra i dipendenti sulla gru e l’impresa sia ambiguo. Abbiamo il timore che ci sia un giro di caporalato, anche se ovviamente questo andrà accertato. Abbiamo visto con i nostri occhi un assegno con scadenza 30 giugno di 4900 euro: la persona che stava sotto la gru ha spiegato che tutti i mesi percepiva l’assegno, intestato a lui, che provvedeva a cambiare e a frazionare».
L’intermediazione del lavoro è pratica vecchia e Massafra è convinto che anche i metodi di lotta nascondano lati oscuri, per questo parla di sconfitta in ogni caso. «Non è neppure una situazione dovuta alla crisi: qui ci sono persone che conoscono bene i meccanismi perversi per farsi dare i soldi, non va bene. Se non ottengono i soldi, dovrebbero rivolgersi al sindacato. Invece capiscono che con queste azioni riescono a smuovere le acque: ma quando si sale sulle gru, è sempre una sconfitta per tutti».
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