Lo scandalo non riguarda la nuova Quiete
La clinica sanitaria varesina è di nuovo sotto i riflettori. La proprietà Sant'Alessandro sottolinea, però, che non esiste alcun legame con la precedente gestione
« Questa mattina avevamo i nostri chirurghi preoccupati: temevano che arrivasse la Finanza nel bel mezzo dell’operazione a chiudere tutto. Ma oggi la Quiete non ha nulla a che fare con la vecchia proprietà. Stiamo lavorando bene e tanto,. Non abbiamo avuto alcuni visita da parte delle forze dell’ordine e il clima che si respira è tranquillissimo». Il direttore sanitario Mario Francesco Cecchetti de "La Quiete casa di cura rsl" chiede di far sapere che le attività cliniche non si sono interrotte e non si interromperanno: «Abbiamo i centralini intasati di utenti che vogliono sapere cosa sta succedendo. Ma qui è tutto normalissimo».
Dall’agosto del 2011, infatti, la clinica è passato di mano: ai fratelli Polita è subentrata la società Sant’Alessandro che ha già interessi in ambito sanitario nel Lazio. In un anno, la nuova direzione ha lavorato per riconquistare la sua fetta di mercato: « Abbiamo riattivato tutti i rapporti con i medici che qui operano come liberi professionisti. Abbiamo riacquistato i macchinari che erano stati posti sotto sequestro. Abbiamo avuto alcune ripercussioni per le prestazioni in convenzione con il servizio sanitario nazionale. Ma abbiamo lavorato molto recuperando la produzione che si era persa. Anche l’attività chirurgica e ospedaliera, che attuiamo solo ed esclusivamente in modo privato, è ripartita in modo brillante tant’è che abbiamo due piani che lavorano intensamente».
La preoccupazione è quella che passi un messaggio sbagliato che danneggi la vita odierna della struttura, i suoi operatori e dipendenti: « Tutti hanno lavorato intensamente per recuperare l’anno difficile precedente. Ci aspettiamo che, anche a livello regionale, si riconosca la nostra professionalità e ci riconoscano una fetta di attività più consistente, anche perchè la domanda è molto elevata».
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