Acustica, harmonium e calore familiare: Alfonso Surace è “Vivo e vegeto”

L'artista calabrese presenta l'album d'esordio con 12 canzoni "dal respiro casalingo"

Erich Fromm si chiedeva: “Come potrebbe un uomo prigioniero nella ragnatela della routine ricordarsi che è un uomo, un individuo ben distinto, uno al quale è concessa un’unica occasione di vivere, con speranze e delusioni, dolori e timori, col desiderio di amare e il terrore della solitudine e del nulla?”. Il musicista Alfonso Surace tenta, con il suo ultimo progetto, di rispondere indirettamente e personalmente a questo interrogativo. L’artista calabrese, con il nome di Arcane Of Souls, scava nel variegato terreno musicale regalando suoni e versi dalla originalità sorprendente. L’ex voce dei tOrquemada intreccia il concetto di artista-artigiano esordendo con un album dal respiro casalingo, che odora di privato, di vita quotidiana, di giochi di parole e di anagrammi da cui traspira la vita in tutte le sue sfaccettature amare e ironiche. L’album d’esordio “Vivo e vegeto” è un album con cui Alfonso vuole fare il punto della propria situazione personale, come uomo e come artista bilanciare le proprie possibilità personali e artistiche, di capire la propria direzione ma sentiva anche l’esigenza di lasciar scorrere liberamente le proprie sensazioni senza i filtri dello studio di registrazione, accudendole in uno studio casalingo realizzato nella propria taverna. E il risultato, a livello di impatto emotivo e musicale, è stato notevole. Le influenze cantautorali della migliore scuola si sentono in diverse arie in cui Rino Gaetano, Neil Young e Lucio Battisti si amalgamano alla perfezione, senza tralasciare un ottimo approccio blues;
Il ritmo si svolge all’interno di 12 canzoni (curiosa coincidenza visto che l’album è uscito il 12/12/12) dai titoli curiosi come “Pontiac” o apparentemente banali come “Io e Tu” ma, del resto, è inutile forzare le cose, ricalcando il clichè dei poeti macerati che si rifiutano di sembrare banali; la vita è anche apparente banalità, per cui è giusto lasciarle posto. E’ un album pregno di tutto ciò che nell’arco di sette giorni caratterizza la vita di una persona: i rapporti con gli altri, con la propria compagna, con i figli, le scorribande notturne, la destabilizzazione e lo smarrimento tipici della domenica. Le liriche dirette, presentate come un vero flusso di coscienza, sono lo specchio di una radiografia emotiva che tenta di trovare il proprio centro in una storia che è fatta non solo delle gioie ricavate dai concerti e dalla gloria del pubblico ma anche dalla routine di ogni giorno compresi i rapporti umani, con tutte le difficoltà che comportano e la rimessa in discussione della propria figura di uomo di musicista. Alfonso Surace riesce, con questo progetto, ad eliminare un pezzetto di incomunicabilità quotidiana dando la parola alla propria intimità, che prende vita attraverso una chitarra, un violino e un harmonium all’interno del proprio rifugio famigliare. Il tutto con naturalezza e autenticità.

LEGGI L’INTERVISTA

Tutti gli eventi

di ottobre  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 06 Febbraio 2013
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.