“Stimare l’impatto sulla salute di ogni nuovo impianto”
La proposta di introdurre la "VIS", valutazione di impatto sanitario lanciata dalla giunta regionale dall'assessore Leonardo Salvemini. "Ambiente e salute non possono essere separati"
Stimare l’impatto che ha sulla salute la realizzazione di ogni nuovo impianto, progetto o altra forma di intervento – di pianificazione del territorio o ambientale – che necessita di autorizzazione. E’ questo l’obiettivo del processo di Valutazione d’impatto Sanitario (Vis) che Regione Lombardia intende introdurre, almeno sperimentalmente, come spiegato oggi in Giunta con una Comunicazione degli assessori all’Ambiente e alla Sanità.
"Ambiente e salute non possono essere separati quando si valuta l’impatto di un’opera – ha detto l’assessore all’Ambiente – perchè sono inevitabilmente e inestricabilmente legati".
L’INTEGRAZIONE CON LA VIA – Un punto qualificante di questo progetto innovativo e multidisciplinare sarà sicuramente l’integrazione della procedura di Valutazione d’impatto ambientale (Via) con un’analisi circa gli impatti dell’opera sulla popolazione del territorio coinvolto. Il processo allo studio consentirà infatti di definire una metodologia precisa per la valutazione dell’impatto sulla salute dell’uomo.
"Il progetto – ha proseguito l’assessore all’Ambiente – proprio a partire dalle esperienze già condotte sul tema, dovrà integrare competenze e professionalità diverse, mediante un Tavolo tecnico regionale coordinato dalle direzioni generali Sanità ed Ambiente, Energia e Reti al quale saranno invitati a partecipare autorità competenti in materia ambientale e sanitaria, come Province, Arpa, Asl, associazioni di categoria e istituti di ricerca pubblici e privati e associazioni ambientaliste".
In questo modo non solo saranno definiti indicatori efficaci e individuate misure precauzionali di tutela, ma anche indirizzati i processi di definizione degli strumenti di pianificazione del territorio e i procedimenti autorizzativi in materia ambientale.
Le prime fasi per l’avvio della sperimentazione riguarderanno l’individuazione dei soggetti da coinvolgere nel progetto; la condivisione degli obiettivi; la stima dei relativi costi e la formalizzazione del Tavolo tecnico.
"Saremo i primi in Italia ad avviare questo percorso – ha commentato l’assessore – e anche dalla Commissione Europea con cui proprio oggi abbiamo avuto un confronto sulle tematiche ambientali, ci confermano che sono pochissime in Europa le esperienze di integrazione come quella da noi proposta".
La Regione Lombardia si pone dunque come apripista affinché la VIS sia fatta propria anche dall’Unione Europea, e diventi parte integrante della normativa comunitaria.
"In questo modo proponiamo a tutti – ha concluso l’assessore – un cambio di mentalità che comincia sin dalla presentazione dei progetti, che dovranno essere il più possibile condivisi dai portatori di interesse per evitare le conflittualità che bloccano ogni possibilità di sviluppo. Cambiamento che, ne siamo certi, ci farà fare un altro grande passo verso la sostenibilità ambientale e sanitaria nella nostra regione".
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