In Primavera la nuova biblioteca
Tante le novità, dall'accordo con il sistema bibliotecario Panizzi alle postazioni di autoprestito. Sarà anche la nuova sede delle associazioni carnaghesi
Primavera dell’anno prossimo. Questo il termine entro cui Carnago inaugurerà la sua nuova biblioteca. A maggio infatti è terminato il primo dei due lotti, quello che riguardava la struttura esterna, ora i lavori si concentreranno sugli interni, l’installazione dell’impiantistica e il restauro per la salvaguardia di alcune parti dell’edificio.
«Il nostro obbiettivo- spiega l’assessore alla cultura Alvaro Guidolin- è quello di creare una struttura non a se stante, ma che faccia parte di una rete così d’andare oltre la vecchia concezione di biblioteca.». Per farlo si è trovato un accordo con il sistema bibliotecario Panizzi attivi in diciassette comuni tra cui Gallarate, Cardano al Campo, Samarate.
«Questo- prosegue l’assessore- permetterà di avere un catalogo di testi più ampio e grazie al sistema di interprestito l’utente dovrà aspettare al massimo tre giorni prima di trovare il libro desiderato recapitato nella biblioteca cittadina».
Altra novità rispetto al passato saranno poi tecnologie che la vecchia struttura non aveva, dalla rete wi-fi alle postazioni di autoprestito. queste permetteranno il ritiro e la riconsegna dei testi con una semplice scansione automatica. Questa innovazione sarà sfruttata sopratutto negli orari serali quando mancherà la figura del bibliotecario.
A permettere l’apertura negli orari “extra” saranno le associazioni carnaghesi. Il comune infatti trasferirà nella biblioteca la sede delle associazioni chiedendo in cambio di tenere aperta la struttura quando utilizzata da quest’ultime. Si installerà infatti un sistema di videosorveglianza così da non chiedere alcuno sforzo alle associazioni.
«Questa apertura “integrata”- conclude Guidolin- dovrebbe partire in un secondo momento. Servirà la disponibilità delle associazioni perché per i noti vincoli non possiamo assumere altro personale da dedicare alla biblioteca. Cercheremo soluzioni alternative come quella già esposta e la formazioni di un gruppo di volontari».
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