Cambia la strategia sui rifiuti, Accam potrebbe risorgere

Un articolo del decreto “sblocca Italia” del governo prevede l’avvio di un piano nazionale per i rifiuti che potrebbe coinvolgere anche l’inceneritore bustocco. “Aspettiamo la versione definitiva, per il momento continuiamo il nostro lavoro”, spiega la società

Da un piano regionale ad uno nazionale. E’ così che cambierà la strategia della gestione dei rifiuti secondo l’ultima bozza del decreto "Sblocca Italia" presentato dal governo. Si legge nel documento:

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, individua, con proprio decreto, gli impianti di recupero e di incenerimento dei rifiuti urbani esistenti o da realizzare per attuare un sistema integrato e adeguato di gestione di tali rifiuti e per conseguire l’autosufficienza a livello nazionale

Dunque, con questo cambio di strategia, potrebbe essere Roma a chiedere di lasciare acceso l’inceneritore di Busto Arsizio cancellando o affiancandosi all’iter che i soci del consorzio hanno chiesto per andare oltre il semplice incenerimento. Il centro di riciclo, quello di raccolta di materiali e l’eventuale spegnimento dei forni dovranno dunque fare i conti con le richieste del governo che superano quelle regionali. Era stata infatti Regione Lombardia con il suo piano di gestione di rifiuti ad ipotizzare una chiusura dell’impianto di Borsano spingendo così sull’acceleratore della questione "revamping". Guardando ai flussi di rifiuti, infatti, il Consiglio Regionale aveva approvato un piano nel quale si prevedeva un progressivo processo di riduzione degli impianti più datati, tra i quali anche Accam.
Al momento, comunque, le bozze del documento che circolano non preoccupano la società. «Stiamo andando avanti a lavorare ai diversi piani ipotizzati per il futuro di Accam -spiega il presidente Roberto Antonelli- e aspettiamo di vedere la versione definitiva e approvata del decreto». Ma se questa versione dovesse diventare quella definitiva e il governo dovesse individuare in Accam un impianto strategico per il paese, potrebbero esserci nuovi grossi problemi in vista. E’ infatti già convocata per il 31 ottobre l’assemblea dei soci per decidere quale sarà il futuro della società e i diversi scenari si basano su proiezioni ben precise dei flussi di rifiuti e di materiale da riciclare. Se Accam dovesse farsi carico di altra spazzatura tutto potrebbe ripartire da zero. Di nuovo. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 03 Settembre 2014
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