La lettera dei dipendenti: “Non prendete decisioni dissennate”
Con una lunga lettera i lavoratori dell'inceneritore prendono posizione raccontando la loro verità e mettono in guardia: "Rischiamo di diventare schiavi di altre società"

Hanno inviato una lunga lettera a tutti quegli attori istituzionali che hanno delineato una futura chiusura per Accam. Una missiva che porta la firma dei 90 lavoratori che prestano servizio all’interno dell’inceneritore per esprimere la propria preoccupazione e raccontare una verità diversa rispetto a quella che nell’ultimo anno è stata descritta da comitati e sindaci. "Riteniamo necessario fare alcune precisazioni confidando che possano essere, almeno per una volta, seriamente considerate al fine di non prendere decisioni completamente dissennate relative al futuro della Società stessa" scrivono nella lettera, la prima diffusa da quando si è iniziato a mettere in dubbio la continuità aziendale.
Secondo i lavoratori il primo inceneritore lombardo che si avvia alla chiusura "da proprietari di un impianto, evidentemente considerato un peso e non una risorsa da valorizzare, si diventi schiavi di impianti privati di terzi che, magari per un breve tempo, consentirebbero di risparmiare ma che, da un giorno all’altro, potrebbero dettare le regole del mercato che diventerebbe monopolio di pochi e, a farne le spese, allora, saranno solo i cittadini". Un avvertimento che si accompagna al fatto che "si dovrebbe pensare anche a tutte le infrastrutture accessorie ad oggi disponibili presso questo sito, così come integrate e migliorate con le opere pubbliche di riqualificazione portate a termine negli ultimi mesi dal Comune di Busto Arsizio e Ferrovie Nord".
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