Tina regala al Facchinetti la medaglia d’argento al concorso Scuola digitale

La finale nazionale del concorso che ha visto la partecipazione di 1500 scuole, è stata vinta da un istituto piemontese. Grande soddisfazione per gli studenti del laboratorio Aurat

premio scuola digitale

Beffata da un kit per ipovedenti. Non è salita sul podio più alto ma si è sicuramente fatta notare Tina, il robot compagno di avventure realizzato nel laboratorio Aurat dell’istituto Facchinetti di Castellanza.

A “Futura Genova”, infatti, si è svolta la finale nazionale del “Premio digitale”, una gara tra smanettoni informatici ed esperti di robotica che ha coinvolto 1500 scuole in tutt’Italia. A Genova sono arrivati i 18 migliori, i vincitori delle competizioni regionali che si erano svolte nel novembre scorso.

I ragazzi del Facchinetti, Andrea Cappone, Luca Tartaglia, Giacomo Savazzi, Alice Merlo ed Esslem Ben Haj, sono partiti alla volta del capoluogo ligure con il loro robot T1N4, per gli amici TINA,  che ha superato anche la selezione ligure entrando nella rosa dei tre progetti migliori e perdendo di un soffio contro l’efficace kit messo a punto dai ragazzi del Levi Montalcini di Acqui.

« Primo premio meritato – commenta molto sportivamente il professor Loris Pagani che di Aurat è il regista e ispiratore – hanno realizzato un lavoro completo ed efficace. Molto più concreto della nostra Tina che, se guardiamo, ha grandi potenzialità che, forse, non siamo riusciti, nei tre minuti a disposizione, a rendere concrete come i nostri concorrenti. Ma va benissimo così. I ragazzi sono contentissimi e fieri del risultato raggiunto. La cosa più importante è che questa esperienza ha fatto capire loro veramente il livello tecnico che hanno raggiunto. Sono consapevoli di essere davvero bravi».

Futura Genova è stata, dunque, una nuova coccarda da inserire nel palmares di un laboratorio speciale che macina progetti e innovazioni: « Non siamo mai fermi. Il mese prossimo ripartiamo per concorrere a “Welcome to automation” una sfida a cui prenderemo parte con il nostro “cane guida”: un robot, che assomiglia a un alano, in grado di riconoscere i cartelli stradali, vedere gli ostacoli lungo il tragitto. Stiamo mettendo a punto il prototipo: le regole prevedono che si usi materiale di riciclo. Per ora abbiamo qualche difficoltà con la lentezza dei movimenti legata a motori un po’ sotto dimensionati. Le nostre finanze, però, non ci permettono altro. Ho coinvolto anche gli studenti del percorso tessile per curare anche l’aspetto estetico. Così diventa davvero un lavoro corale di questa scuola, coinvolgendo un po’ tutti i percorsi formativi».

Intanto settimana prossima è già la volta della Robocup a cui il Facchinetti partecipa con la sua coreografia sulla cena del futuro dove i robot hanno un ruolo centrale ma coinvolgente e piacevole: « È un modo anche per alleggerire la visione distopica dell’invasione dei robot. Queste sono tutte occasioni per coinvolgere i ragazzi che imparano anche a rispettare scadenze e consegne. L’adrenalina che si scatta in queste occasioni fa comprendere i meccanismi lavorativi. Per me rimane un lavoro che faccio con grande entusiasmo anche se mi costa doppia fatica partecipare alle competizioni. Ma la soddisfazione che si legge poi sui volti degli studenti rimane la più grande emozione».

«Il Premio nazionale scuola digitale vuole ribaltare l’idea dello studente come utilizzatore passivo di tecnologia e promuovere quella di studente inventore» ha commentato Andrea Bollini dell’ufficio innovazione digitale del Miur. Niente di più reale per gli studenti del Facchinetti, sempre alla ricerca di novità per stupire. 

IL PALMARES DEL LABORATORIO AURAT

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 08 aprile 2019
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