I Genesis e l’Inghilterra venduta un tanto al chilo
Per molti è il loro album migliore in assoluto
“Can you tell me where my country lies?” Sesto album per i Genesis (c’era appena stato un abbastanza interessante ma incompleto Live) che oramai erano diventati famosi e facevano anche tour negli Stati Uniti. Proprio per evitare accuse di americanizzazione dedicarono il disco alle tradizioni inglesi che venivano soppiantate e “vendute un tanto al chilo”, come si dice da noi. In Italia, paese che li aveva apprezzati prima ancora della loro patria, il disco arrivò con una copertina apribile con tutti i testi tradotti: non ricordo altri casi del genere. Ma era preziosa, perché i giochi di parole di Peter Gabriel erano veramente incomprensibili. Il gruppo è al meglio e forse la maggioranza dei loro fans vede questo come il loro album migliore in assoluto, dato che il seguente sarà un po’ controverso. Che altro dire? Un caposaldo assoluto del genere, uno di quei dischi che gli appassionati di allora hanno mandato a memoria dalle tante volte che l’hanno ascoltato, e tuttora lo ascoltano con la stessa devozione. Certamente un disco da isola deserta.
Curiosità: il quadro in copertina – “The dream” di Ada Swanwick – è un’evidente allusione al giardiniere di I know what I like, ma non fu dipinto per il disco: esisteva già, ma mancava il tagliaerba, che è un po’ il simbolo della canzone e che il gruppo voleva a tutti i costi. Non avendo tempo di rifare il quadro, la pittrice glielo dipinse sopra.
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