Il coraggio del gatto e la mappa della curiosità
Il libro di Giulio Xhaët ripensa la curiosità come competenza adulta, capace di guidare tra esplorazione, guarigione e nuove scelte di vita. L’autore ne parlerà a Materia il 4 febbraio alle 21, intervistato da Roberta Bertolini di VareseNews
«Se siamo sostenuti da una buona dose di curiosità, sbagliando non solo si impara, ma si gode pure.» La curiosità non come tratto infantile o semplice inclinazione caratteriale, ma come competenza adulta, allenabile e necessaria. È questa la tesi centrale de Il coraggio del gatto, il nuovo libro di Giulio Xhaët, che sarà presentato martedì 4 febbraio alle 21 a Materia, in dialogo con Roberta Bertolini, giornalista di VareseNews.
Muovendosi tra racconto personale, riferimenti alla psicologia contemporanea e divulgazione accessibile, Xhaët costruisce una riflessione profonda su ciò che ci spinge a esplorare, a fermarci, a guarire o a intraprendere nuove strade. La curiosità viene restituita al suo significato originario di “cura”: attenzione verso se stessi, verso gli altri e verso il mondo, capace di sostenere anche nei periodi di fragilità, smarrimento o crisi.
Uno dei contributi più originali del libro è la “mappa della curiosità”, che individua diversi territori interiori — dall’esplorazione all’indagine, dalla guarigione all’intrapresa — mostrando come ciascuna persona attraversi questi luoghi in modo diverso a seconda delle fasi della vita. Non esiste un modello unico da seguire, né un ideale di curiosità valido per tutti: esiste piuttosto la necessità di riconoscere ciò che ci muove davvero, evitando le maschere e le finzioni spesso imposte dal contesto sociale o professionale.
Ne emerge un saggio narrativo lucido e coinvolgente, che mette in discussione la retorica della performance, del cambiamento forzato e della “zona di comfort” da superare a ogni costo. Il coraggio del gatto parla a chi è in transizione, a chi si sente fermo e a chi è semplicemente alla ricerca di un modo più autentico di stare nel mondo.
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