Eventi a Materia

A Castronno il viaggio musicale di Ermanno Librasi tra Oriente e improvvisazione

Sul palco di Materia spazio alle composizioni del nuovo disco ma anche ai brani di “Farfalle su foglie d'ebano”, il lavoro che ha aperto il percorso musicale sviluppato da Librasi negli ultimi anni

Generico 15 Jun 2026

Un viaggio tra suoni antichi, improvvisazione e ricerca musicale. È quello che ha proposto Ermanno Librasi nella serata ospitata a Materia, lo spazio culturale di Varesenews a Castronno, dove il musicista ha presentato il suo nuovo album Come vento tra foglie di ulivo, secondo capitolo di una trilogia dedicata all’incontro tra strumenti tradizionali, musica elettroacustica e suggestioni provenienti dal Medio Oriente.

La sala ha accolto un appuntamento che è stato molto più di un concerto. Attraverso un dialogo con il pubblico e con il giornalista di Varesenews Marco Tresca, Librasi ha raccontato la genesi del progetto, alternando spiegazioni, riflessioni e momenti musicali eseguiti dal vivo.

Le foglie come simbolo di una musica che passa

Il nuovo disco arriva dopo Farfalle su foglie d’ebano, il primo capitolo della trilogia presentato un anno fa sempre a Materia. Un legame che emerge già dai titoli delle opere, accomunate dall’immagine delle foglie.

«La foglia che nasce in primavera, si sviluppa d’estate e poi è destinata al suo destino. Anche la musica ha questo anelito che passa e va: sono spostamenti d’aria, onde che arrivano al nostro orecchio e poi svaniscono», ha spiegato Librasi durante l’incontro.

Una visione poetica che accompagna un percorso artistico nel quale il musicista varesino unisce il clarinetto, suo strumento principale, a strumenti tradizionali provenienti dall’area mediorientale, creando atmosfere sospese tra antichità e contemporaneità.

I flauti e gli strumenti dell’Oriente protagonisti del nuovo album

Se il primo lavoro era costruito principalmente sull’incontro tra clarinetto ed elettronica, Come vento tra foglie di ulivo amplia l’orizzonte sonoro grazie all’utilizzo di strumenti tradizionali come il balaban e lo zurna, protagonisti della serata insieme al clarinetto.

Librasi ha raccontato come la passione per queste sonorità sia nata durante i suoi viaggi giovanili tra Grecia, Turchia e Nord Africa, quando ancora internet non esisteva e la scoperta della musica passava attraverso incontri, mercati e cassette acquistate lungo il cammino.

Sul palco di Materia ha mostrato al pubblico alcuni di questi strumenti, spiegandone caratteristiche e origine prima di eseguire diversi brani del nuovo album, tra cui Zaitu, dedicato simbolicamente all’ulivo, e Requiem for the West, composizioni che fanno parte di un lavoro pensato come un vero e proprio concept album.

L’improvvisazione come metodo creativo

Uno degli aspetti più interessanti emersi durante la serata è stato il racconto del processo compositivo dell’artista.

Le composizioni nascono infatti da lunghe sessioni di improvvisazione registrate nel suo studio. Da quelle registrazioni Librasi seleziona i passaggi che ritiene più significativi, trasformandoli poi nei brani che finiscono nei dischi.

«Tutto parte da delle improvvisazioni. Registro suite anche molto lunghe, poi lascio passare del tempo e riascoltandole scelgo le parti che più mi interessano. Da lì nascono i brani», ha raccontato.

Una modalità che deriva anche dalla sua lunga frequentazione del jazz e che continua a caratterizzare le sue esibizioni dal vivo, dove ogni concerto mantiene una componente di libertà e dialogo con il pubblico.

Un percorso che unisce mondi diversi

Nel corso dell’incontro Librasi ha ripercorso anche le tappe della propria carriera, dagli studi di clarinetto classico all’amore per il rock progressivo, dal jazz fino alla musica mediorientale.

Più che passare da un genere all’altro, il musicista ha spiegato di aver sempre cercato di integrare le esperienze precedenti all’interno di nuovi linguaggi sonori. Una filosofia che oggi trova sintesi proprio nei lavori della trilogia in corso.

La serata si è conclusa con un ritorno a Farfalle su foglie d’ebano, il precedente album che continua a rappresentare una tappa fondamentale del progetto artistico di Librasi. Un modo per mostrare al pubblico il filo che lega i due lavori e anticipare idealmente il terzo capitolo ancora in fase di realizzazione.

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Pubblicato il 19 Giugno 2026
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