A soli cinque mesi dal Live Bullet, Bob Seger pubblica il nuovo disco
Era la strada giusta per consolidare il suo successo
Vi avevo raccontato che Live Bullet aveva rappresentato la svolta nella carriera di Bob Seger, ma l’ascesa fu graduale. Questo disco in studio, che era il successivo, cominciò a fare vedere numeri diversi entrando nella Top Ten, e Stranger in Town nel 1978 diventò disco di platino in un mese. E soprattutto trasformò la sua fama regionale in fama nazionale. Non associarlo all’entusiasmo che stava suscitando Springsteen – che ricordiamo era “fermo ai box” per i dischi ma attivo nei concerti – sarebbe ipocrita, ma sarebbe anche ingiusto trattarlo come una sorta di imitatore, non fosse altro per la carriera che aveva alle spalle. Fu il primo album in studio che accreditò anche alla sua Silver Bullet Band, anche se in realtà in quasi la metà dei pezzi al posto loro c’era la rodata Muscle Shoals Rhythm Session: farà così anche nell’album seguente.
Curiosità: la title track è ispirata da American Graffiti e parla della prima ragazza di Bob. Lei era un’italiana più vecchia di un anno, occhi scuri e capelli neri, fidanzata con un militare americano che era lontano per servizio. Quando tornò, la storia col giovane Seger finì.
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