Ferrara: “Legge elettorale: chi di spada ferisce, di spada perisce”

Il deputato varesino del Movimento 5 Stelle interviene duramente alla Camera sulla riforma A.C. 2822-B criticando le modifiche sulle preferenze, le soglie per il premio di maggioranza e i paletti sulle firme

Generico 25 Nov 2024

«Chi di spada ferisce, di spada perisce. Oggi questa maggioranza cambia le regole pensando allo scenario politico attuale. Ma in politica dodici mesi sono un’eternità: cambiano i consensi, cambiano le coalizioni e cambiano i rapporti di forza. La legge che oggi qualcuno considera conveniente, domani potrebbe produrre effetti completamente diversi».

Con queste parole il deputato varesino del Movimento 5 Stelle, Antonio Ferrara, è intervenuto sulla riforma della legge elettorale A.C. 2822-B, criticando duramente le modifiche promosse dalla maggioranza di governo.

Il nodo della stabilità e il paradosso del governo

Il parlamentare pentastellato ha sollevato forti dubbi sulle motivazioni alla base del provvedimento, mettendo in evidenza quella che ritiene una palese contraddizione.

«Il primo paradosso riguarda la stabilità – l’attacco del deputato M5S Antonio Ferrara –. Il 4 settembre Giorgia Meloni ha festeggiato i 1.413 giorni del proprio Esecutivo, diventato il più longevo della storia repubblicana, spiegando che proprio la stabilità consente al Paese di programmare e decidere. E allora la domanda è inevitabile: se avete appena festeggiato il Governo più stabile della storia repubblicana, quale instabilità state cercando di curare cambiando la legge elettorale? Prima celebrate il record, poi cambiate le regole per ottenere ciò che sostenete di avere già ottenuto».

Preferenze, premio di maggioranza e affluenza

Nel mirino del deputato M5S è finito anche il meccanismo relativo all’espressione delle preferenze modificato a Palazzo Madama.

«Si racconta agli italiani che viene restituito loro il diritto di scegliere – sottolinea il parlamentare varesino –. Ma la legge stabilisce che le preferenze possono essere espresse sui candidati ad eccezione del capolista. In altre parole, avete restituito la matita agli elettori, ma il primo nome lo avete già scritto voi».

Altro elemento al centro del dibattito è il premio di maggioranza legato al raggiungimento del 42% dei voti validi, che consentirebbe l’assegnazione di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la lista o coalizione prima classificata in entrambi i rami del Parlamento. Una soglia che, secondo Ferrara, pone seri problemi sul piano della rappresentatività alla luce dell’astensionismo crescente.

«E il tema diventa ancora più delicato se guardiamo alla partecipazione – aggiunge il deputato del Movimento 5 Stelle –. Alle elezioni europee del 2024 ha votato il 49,69% degli aventi diritto. Naturalmente nessuno può sapere quale sarà l’affluenza alle prossime politiche, ma se si ripetesse un livello simile, il 42% dei voti validi corrisponderebbe a poco più di un quinto degli aventi diritto. È quindi legittimo discutere non soltanto di governabilità, ma anche di rappresentanza».

La soglia d’accesso e le raccomandazioni internazionali

Il deputato varesino ha poi espresso preoccupazione riguardo all’innalzamento delle barriere all’ingresso per le forze politiche minori.

«Fratelli d’Italia conosce bene cosa significhi partire da una posizione minoritaria, crescere nel consenso e arrivare al Governo – prosegue l’intervento dell’onorevole Antonio Ferrara –. È proprio questa la forza della democrazia. Per questo chi è entrato dalla porta quando era piccolo dovrebbe essere particolarmente prudente prima di rendere quella porta più pesante per chi arriva dopo».

Richiamando infine le linee guida della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, le quali sconsigliano di modificare le normative elettorali a meno di un anno dalle consultazioni per preservare la stabilità del processo democratico, Ferrara ha chiuso il suo intervento invitando la maggioranza alla cautela.

«Non è un comandamento e non è un divieto assoluto – evidenzia il parlamentare del M5S –. Ma francamente non serve neppure una Commissione internazionale: basta il buon senso. Le regole della partita non si modificano guardando la classifica di oggi e immaginando che domani sarà identica. Colleghi della maggioranza, state attenti a cucirvi una legge sulla fotografia politica del presente. La politica ha il brutto vizio di cambiare fotografia molto rapidamente. Potreste scoprire di avere confezionato con grande cura il vestito perfetto per farlo indossare a qualcun altro. Chi di spada ferisce, di spada perisce: le maggioranze passano, le regole restano».

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Pubblicato il 01 Ottobre 2026
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